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	<title>MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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	<description>Studio Legale Made in Italy &#124; Roma &#124; Milano &#124; Londra &#124; Izmir &#124;</description>
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	<title>MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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	<item>
		<title>La licenza di gioco di Nevis: la nuova giurisdizione caraibica nata nel 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Maggesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 14:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del gambling, gaming e skill game]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Maggesi]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco online]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisdizione Caraibica]]></category>
		<category><![CDATA[Licenza di gioco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nevis, una delle due isole federate di Saint Kitts e Nevis nei Caraibi, è tra le giurisdizioni più recenti nel panorama delle licenze di gioco online: il quadro normativo che la disciplina è stato approvato solo nell&#8217;aprile 2025. È presto per parlarne come di una destinazione “consolidata”, ma la sua struttura merita attenzione, soprattutto per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nevis</strong>, una delle due isole federate di Saint Kitts e Nevis nei Caraibi, è tra le giurisdizioni più recenti nel panorama delle licenze di gioco online: il quadro normativo che la disciplina è stato approvato solo nell&#8217;aprile 2025. È presto per parlarne come di una destinazione “consolidata”, ma la sua struttura merita attenzione, soprattutto per chi cerca un&#8217;alternativa più moderna e accessibile alle giurisdizioni tradizionali.</p>
<h3>Un quadro normativo appena nato</h3>
<p>Con il <strong>Nevis Online Gaming Ordinance 2025</strong>, l&#8217;Assemblea dell&#8217;isola ha istituito la <strong>Nevis Online Gaming Authority</strong> (NOGA), il nuovo organismo dedicato alla concessione e alla supervisione delle licenze di gioco online. La supervisione è collegata anche alla Financial Services Regulatory Commission (FSRC) locale, presso cui deve essere registrato un reporting officer residente sull&#8217;isola.</p>
<h3>Le due categorie di licenza</h3>
<ul>
<li><strong>Licenza B2C</strong> — copre in un unico titolo tutte le verticali di gioco: casinò online, poker, scommesse sportive (a quota fissa, live, virtuali, eSport), lotteria e altre forme di gioco che NOGA approvi di volta in volta, incluse le piattaforme Web3/crypto.</li>
<li><strong>Licenza B2B</strong> — pensata per fornitori di piattaforme, soluzioni white-label, studi di sviluppo giochi, software e servizi di pagamento.</li>
</ul>
<p>Entrambe hanno validità annuale, rinnovabile previa verifica di conformità.</p>
<h3>Requisiti principali</h3>
<p>Per ottenere la licenza è necessario <strong>costituire un&#8217;entità legale a Nevis</strong> (tipicamente una IBC o una LLC), mantenere una sede legale registrata sull&#8217;isola e nominare almeno un amministratore. NOGA effettua controlli approfonditi su amministratori, soci e titolari effettivi, oltre a una valutazione della stabilità finanziaria, della piattaforma tecnica e delle politiche di conformità. Sono inoltre richiesti: certificazioni tecniche e RNG ove applicabili, solidi presidi KYC/AML, adeguate politiche di protezione dei dati e strumenti di gioco responsabile, incluso l&#8217;autoesclusione. L’art. 7 dell’Ordinance contempla anche le foreign companies registrate a Nevis, sebbene la procedura applicativa attualmente pubblicata da NOGA richieda una società incorporata sull’isola.</p>
<h3>Costi e tempistiche</h3>
<p>La fee di applicazione è di circa<strong> €28.000</strong> (comprensiva di due domini, sigillo del sito e inserimento nel registro pubblico). Considerando anche la costituzione societaria (€700-2.000) e il reporting officer locale (circa €4.200), il costo complessivo del primo anno si attesta<strong> tra €33.000 e €34.500</strong> circa; il rinnovo annuale corrisponde alla sola fee di licenza. I tempi tipici di approvazione, con documentazione completa, sono stimati in <strong>8-12 settimane</strong>.</p>
<h3>Un elemento di credibilità: lo status FATF</h3>
<p>A differenza di altre giurisdizioni caraibiche o offshore con una reputazione più incerta, la Federazione di Saint Kitts e Nevis è membro del CFATF (Caribbean Financial Action Task Force) e rientra nella whitelist FATF — un elemento che offre maggiori garanzie sul piano antiriciclaggio rispetto a giurisdizioni prive di questo riconoscimento.</p>
<h3>Un avvertimento d&#8217;obbligo: è una giurisdizione nuova</h3>
<p>Va detto con chiarezza: NOGA è un regolatore attivo da poco più di un anno. Manca ancora uno storico pluriennale di applicazione delle regole, di gestione di controversie o di rapporti con processori di pagamento e fornitori terzi, a differenza di autorità consolidate come quella maltese o britannica. Questo non è di per sé un motivo per escludere Nevis, ma è un fattore di rischio da tenere in considerazione, soprattutto per operatori che cercano il massimo livello di prevedibilità normativa fin da subito.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Nevis si propone come un&#8217;alternativa moderna e relativamente accessibile alle giurisdizioni più affermate, con un impianto regolatorio dichiaratamente ispirato a modelli come quello maltese. Resta però una giurisdizione giovane, il cui posizionamento reale nel settore si consoliderà solo nei prossimi anni.</p>
<p><em>Il team di MEPLAW può seguire l&#8217;intero processo di richiesta e valutare se questa giurisdizione sia coerente con il profilo di rischio del vostro progetto.</em></p>
<p><em>MEPLAW — Contenuto editoriale a scopo informativo, aggiornato a luglio 2026. Non costituisce consulenza legale personalizzata; le condizioni delle giurisdizioni citate possono cambiare e vanno sempre verificate al momento </em></p>
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		<title>Costa Rica e il gioco online: perché non esiste una vera “licenza di gioco”</title>
		<link>https://www.meplaw.net/costa-rica-e-il-gioco-online-perche-non-esiste-una-vera-licenza-di-gioco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Maggesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del gambling, gaming e skill game]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Rica]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Maggesi]]></category>
		<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[Licenza di gioco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costa Rica compare da anni tra le giurisdizioni citate nel settore iGaming ma a differenza di Malta, Regno Unito, Curaçao o Nevis, il paese non rilascia alcuna licenza di gioco d&#8217;azzardo: chi opera da Costa Rica lo fa sulla base di un permesso pensato per tutt&#8217;altro scopo. Capire questa differenza è essenziale prima di considerare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Costa Rica</strong> compare da anni tra le giurisdizioni citate nel settore iGaming ma a differenza di Malta, Regno Unito, Curaçao o Nevis, il paese <strong>non rilascia alcuna licenza di gioco d&#8217;azzardo</strong>: chi opera da Costa Rica lo fa sulla base di un permesso pensato per tutt&#8217;altro scopo. Capire questa differenza è essenziale prima di considerare questa opzione.</p>
<h3>Nessuna licenza di gioco: la licenza di “elaborazione dati”</h3>
<p>In Costa Rica non esiste un&#8217;autorità di regolamentazione del gioco d&#8217;azzardo online, né una licenza dedicata a questo settore. Gli operatori che si stabiliscono nel paese ottengono invece una <strong>licenza di elaborazione dati</strong> (data processing license), pensata per autorizzare la gestione e l&#8217;elaborazione di informazioni relative alle scommesse da server situati nel territorio costaricano. È un permesso di natura amministrativa e informatica: non regola il gioco d&#8217;azzardo in quanto tale, e <strong>non costituisce in alcun modo un&#8217;autorizzazione di settore riconosciuta a livello internazionale.</strong></p>
<h3>Il modello di tolleranza</h3>
<p>Il sistema costaricano si basa su una tolleranza di fatto, non su un vero riconoscimento normativo: il governo consente a queste società di operare a condizione che le transazioni non vengano elaborate attraverso banche locali e che i cittadini costaricani non abbiano accesso ai servizi offerti, con obbligo di blocco IP per i residenti.<strong> Non è quindi un regime di autorizzazione in senso proprio, ma una zona grigia storicamente tollerata.</strong></p>
<h3>Costituzione societaria e requisiti</h3>
<p>È necessario costituire una società locale, tipicamente una <strong>Sociedad Anónima</strong> (S.A.) o una <strong>Sociedad de Responsabilidad Limitada</strong> (S.R.L.), con un agente residente, di norma un avvocato locale. La costituzione societaria richiede circa tre settimane, seguita da altri cinque giorni lavorativi per ottenere la licenza di elaborazione dati. È inoltre richiesta l&#8217;adozione di procedure KYC/AML in linea con gli standard OCSE, oltre a un ufficio locale e all&#8217;hosting dei server nel paese.</p>
<h3>Costi e fiscalità</h3>
<p>I costi di costituzione partono da circa <strong>5.000-6.500 dollari USA</strong> e possono arrivare fino a <strong>15.000</strong> a seconda della struttura scelta. Non esistono imposte specifiche sul gioco d&#8217;azzardo, e le società costituite in zona franca, se orientate al 100% all&#8217;export, possono beneficiare di esenzioni su imposta sul reddito, imposta sulle vendite, dazi doganali sulle attrezzature e imposta sulle plusvalenze.</p>
<p>Qualora ne ricorrano i requisiti, le società di servizi possono inoltre valutare l’accesso al <strong>Free Trade Zone Regime</strong>, che prevede specifiche agevolazioni fiscali e doganali, subordinate però ai requisiti e all’autorizzazione previsti da PROCOMER.</p>
<h3>Il vero limite: banche e processori di pagamento</h3>
<p><strong>Il problema pratico più rilevante non è normativo ma operativo</strong>: senza una vera licenza di gioco riconosciuta, le società costaricane vengono classificate come attività ad alto rischio da banche e istituti di moneta elettronica, il che rende estremamente difficile ottenere conti bancari e integrare processori di pagamento di primo livello. Aprire un conto bancario per una società di questo tipo resta uno degli ostacoli più concreti nel settore. Per questo motivo, molti operatori usano Costa Rica solo come base operativa — sviluppo, hosting, back office — affiancandola a una licenza vera e propria ottenuta altrove per la parte regolatoria e per i rapporti con i processori di pagamento.</p>
<h3>Reputazione del settore</h3>
<p>La sostanziale assenza di una regolamentazione reale ha contribuito, negli anni, a un deterioramento della reputazione degli operatori con sede in <strong>Costa Rica,</strong> poiché alcuni hanno privilegiato la rapidità e i costi contenuti a scapito dell&#8217;affidabilità verso i giocatori. È un elemento di cui tenere conto nel valutare l&#8217;immagine complessiva del progetto.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p><strong>Costa Rica</strong> <strong>non è una vera alternativa alle giurisdizioni regolate: è, piuttosto, una base operativa a basso costo</strong>, utile per alcune funzioni aziendali ma <strong>priva di qualunque valore come “licenza” agli occhi di banche, processori di pagamento o giocatori informati</strong>. Va considerata come componente di una struttura più ampia, non come soluzione regolatoria a sé stante.</p>
<p><em>Il team di MEPLAW può aiutarvi a capire se e come inserire Costa Rica in una struttura societaria più ampia, correttamente bilanciata con una giurisdizione di licenza effettiva.</em></p>
<p><em>MEPLAW — Contenuto editoriale a scopo informativo, aggiornato a luglio 2026. Non costituisce consulenza legale personalizzata; le condizioni delle giurisdizioni citate possono cambiare e vanno semp</em></p>
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		<title>La licenza UK Gambling Commission: il passaporto per il mercato di gioco online più grande del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Maggesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del gambling, gaming e skill game]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Maggesi]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco d'azzardo online]]></category>
		<category><![CDATA[Meplaw]]></category>
		<category><![CDATA[UK Gambling Commission]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Regno Unito ospita il mercato di gioco d&#8217;azzardo online più grande al mondo, e per operarvi è necessario ottenere una licenza dalla UK Gambling Commission (UKGC) — un vero e proprio sigillo di qualità nel settore dell&#8217;iGaming, oltre che uno dei processi di autorizzazione più rigorosi ed esigenti a livello internazionale. I criteri di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> Regno Unito</strong> ospita il mercato di gioco d&#8217;azzardo online più grande al mondo, e per operarvi è necessario ottenere una licenza dalla <strong>UK Gambling Commission</strong> (UKGC) — un vero e proprio sigillo di qualità nel settore dell&#8217;iGaming, oltre che uno dei processi di autorizzazione più rigorosi ed esigenti a livello internazionale.</p>
<h4>I criteri di valutazione</h4>
<p>Ottenere una licenza nel <strong>Regno Unito</strong> non è né semplice né economico. La UKGC valuta ogni domanda sulla base di due criteri fondamentali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;intenzione e la capacità dell&#8217;azienda di rispettare gli obiettivi previsti dalla normativa sul gioco d&#8217;azzardo;</li>
<li>l&#8217;idoneità a operare nel settore: integrità, situazione finanziaria, struttura proprietaria e assenza di precedenti penali rilevanti.</li>
</ul>
<h4>Quali documenti servono</h4>
<p>La documentazione richiesta dipende dalla forma societaria.</p>
<p>Una <strong>ditta individuale</strong> dovrà fornire i propri documenti personali; una <strong>società a responsabilità limitata</strong> dovrà invece presentare, tra gli altri: la struttura della proprietà, il team di gestione, statuto e atto costitutivo, business plan, bilanci certificati, estratti conto bancari degli ultimi sei mesi per tutti i conti, previsioni di profitti e perdite per i tre anni successivi e prova del finanziamento disponibile. Le <strong>società estere</strong> devono inoltre allegare un rapporto di credito e, se già autorizzate in altri Paesi, le licenze già ottenute.</p>
<h4>Le principali tipologie di licenza</h4>
<ul>
<li><strong>Licenza Operativa</strong> — la più importante: riguarda chi offre servizi di gioco ai consumatori nel Regno Unito o vi pubblicizza i propri servizi. Ha validità illimitata (salvo revoca) e i costi variano moltissimo in base al fatturato, da poche centinaia di euro fino a oltre un milione di euro l&#8217;anno per gli operatori più grandi. Dal 1° ottobre 2026 entrerà inoltre in vigore un nuovo tariffario, con un aumento delle fees applicabili.</li>
<li><strong>Licenza di Gestione Personale</strong> (PML) — riguarda le figure dirigenziali che prendono le decisioni strategiche. Va richiesta insieme alla licenza operativa; per una domanda priva di problematiche, la UKGC indica tempi di approvazione fino a circa otto settimane.</li>
<li><strong>Licenza di Funzione Personale</strong> (PFL) — riguarda chi, pur senza un ruolo dirigenziale, svolge una funzione operativa rilevante in azienda. Anche in questo caso l&#8217;approvazione richiede circa otto settimane.</li>
<li>Licenza di Funzione Personale (PFL) — riguarda specifiche funzioni operative, principalmente nell’ambito dei casinò terrestri, come croupier, cashier, ispettori, supervisori di gioco e personale addetto alla sicurezza o alla sorveglianza delle attività di gioco. Anche in questo caso l&#8217;approvazione richiede circa otto settimane.</li>
</ul>
<h4>Come si presenta la domanda</h4>
<p>L&#8217;intero processo si svolge online attraverso gli <strong>eServices</strong> della <strong>UK Gambling Commission</strong>: compilazione dei moduli, caricamento dei documenti richiesti (incluso il modulo Annex A) e pagamento delle tasse dovute. Errori o omissioni nella documentazione possono causare ritardi significativi o il rigetto della domanda — motivo per cui è fondamentale una preparazione accurata fin dall&#8217;inizio. Per una domanda completa di licenza operativa, la UKGC indica tempi di elaborazione di circa 16 settimane.</p>
<h4>Cosa comporta oggi operare con licenza UK: le riforme del White Paper</h4>
<p>Chi valuta il mercato britannico oggi deve tenere conto non solo del processo di autorizzazione, ma anche del quadro di compliance più stringente introdotto a partire dal White Paper del 2023 e progressivamente attuato nel corso del 2024-2026:</p>
<ul>
<li>limiti di puntata sulle slot online, fissati a £5 per i giocatori dai 25 anni in su e a £2 per la fascia 18-24;</li>
<li>controlli di sostenibilità finanziaria (“financial risk assessments”), che scattano quando i depositi netti superano £150 in un periodo di 30 giorni — soglia più bassa rispetto alla prima fase sperimentale, che partiva da £500;</li>
<li>financial vulnerability checks, obbligatori quando i depositi netti superano £150 in 30 giorni — soglia più bassa rispetto alla prima fase sperimentale, che partiva da £500;</li>
<li>Financial Risk Assessments, distinti dai vulnerability checks e destinati ai clienti con livelli di spesa più elevati: nel luglio 2026 la UKGC ne ha confermato l’introduzione graduale, con soglie differenziate in base all’età e all’ammontare dei depositi, la cui data di avvio sarà confermata dalla UKGC;</li>
<li>l&#8217;aumento della Remote Gaming Duty al 40%;</li>
<li>il divieto di promozioni bonus su prodotti misti e un tetto massimo di 10 volte l&#8217;importo del bonus per i requisiti di puntata.</li>
</ul>
<p>Si tratta di un pacchetto di riforme pensato per rafforzare la tutela dei consumatori, che comporta però un onere di compliance operativa aggiuntivo per gli operatori — un fattore da considerare nella pianificazione del business, non solo nella fase di ottenimento della licenza.</p>
<h4>Perché ne vale comunque la pena</h4>
<p>Nonostante la complessità,<strong> ottenere una licenza UK resta una scelta strategica</strong>: consente di entrare nel mercato più grande del mondo, garantisce prestigio e credibilità a livello internazionale, e rappresenta spesso un trampolino di lancio per l&#8217;espansione verso altre giurisdizioni.</p>
<p><strong><em>Per una valutazione della vostra idoneità e per essere seguiti in ogni fase del processo di autorizzazione, il team di MEPLAW è a vostra disposizione.</em></strong></p>
<p><em>MEPLAW — Contenuto editoriale a scopo informativo, aggiornato a luglio 2026. Non costituisce consulenza legale personalizzata; le condizioni delle giurisdizioni citate possono cambiare e vanno sempre verificate al momento della decisione.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rifiuto dell’alcoltest: cosa si rischia?</title>
		<link>https://www.meplaw.net/rifiuto-dellalcoltest-cosa-si-rischia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillola di Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Alcoltest]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Guida in stato di ebbrezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pillola di diritto  Rifiutare l’alcoltest è un reato? Scopri quali sono le conseguenze previste dal Codice della strada per chi rifiuta l’accertamento. Rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest non significa evitare le conseguenze previste per la guida in stato di ebbrezza.  L’art. 186, comma 7, del Codice della strada considera infatti il rifiuto un reato autonomo. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/rifiuto-dellalcoltest-cosa-si-rischia/">Rifiuto dell’alcoltest: cosa si rischia?</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Pillola di diritto</h2>
<h3 class="isSelectedEnd"> Rifiutare l’alcoltest è un reato? Scopri quali sono le conseguenze previste dal Codice della strada per chi rifiuta l’accertamento.</h3>
<p class="isSelectedEnd">Rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest <strong>non significa evitare le conseguenze previste per la guida in stato di ebbrezza</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd"> L’art. 186, comma 7, del Codice della strada considera infatti il rifiuto un <strong>reato autonomo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">In caso di condanna sono previste:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>ammenda da 1.500 a 6.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>arresto da 6 mesi a 1 anno</strong>;</li>
<li><strong>sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni</strong>;</li>
<li><strong>confisca del veicolo</strong>, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Il rifiuto viene sanzionato secondo la disciplina prevista per la fascia più grave della guida in stato di ebbrezza, anche se non viene accertato un preciso tasso alcolemico.</p>
<p class="isSelectedEnd">In caso di recidiva nel biennio, può inoltre essere disposta la <strong>revoca della patente</strong>.</p>
<p>Se viene contestato il rifiuto dell’alcoltest, è importante esaminare attentamente <strong>le modalità del controllo e la documentazione redatta dagli organi accertatori</strong>. Per questo, è opportuno rivolgersi tempestivamente a un professionista per valutare la specifica situazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/rifiuto-dellalcoltest-cosa-si-rischia/">Rifiuto dell’alcoltest: cosa si rischia?</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prompt injection e decisioni ad alto rischio</title>
		<link>https://www.meplaw.net/prompt-injection-e-decisioni-ad-alto-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Vito Falsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del web]]></category>
		<category><![CDATA[AI Act]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[Prompt injection]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come la prompt injection può alterare i sistemi di IA e quali tutele prevede l’AI Act Un curriculum vitae contiene, in caratteri bianchi su sfondo bianco, un’istruzione destinata non al recruiter ma all’intelligenza artificiale che lo valuterà: considerare quel candidato perfettamente idoneo. Uno studente inserisce nella risposta d’esame un comando analogo per indurre un sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Come <em>la prompt injection</em> può alterare i sistemi di IA e quali tutele prevede l’AI Act</h4>
<p>Un curriculum vitae contiene, in caratteri bianchi su sfondo bianco, un’istruzione destinata non al recruiter ma all’intelligenza artificiale che lo valuterà: considerare quel candidato perfettamente idoneo. Uno studente inserisce nella risposta d’esame un comando analogo per indurre un sistema di correzione automatica ad assegnargli il massimo punteggio. È il fenomeno della <strong><em>prompt injection </em></strong>(letteralmente, iniezione di prompt): l’inserimento, all’interno dei dati analizzati da un modello, di istruzioni volte ad alterarne il comportamento.</p>
<p>La vulnerabilità nasce da una caratteristica strutturale dei <strong><em>large language models</em></strong> (LLM): il sistema deve distinguere le istruzioni impartite dall’applicazione dal contenuto che deve analizzare. Se questa separazione fallisce, un documento può smettere di essere soltanto una fonte di informazioni e diventare anche un insieme di comandi.</p>
<p><strong data-start="397" data-end="452">Dai CV ai tribunali: il rischio della manipolazione</strong></p>
<p>Il problema assume una dimensione ancora più delicata quando l’intelligenza artificiale entra nei tribunali. Nel maggio 2026, la 3ª Vara do Trabalho di Parauapebas, in Brasile, ha affrontato un caso giudiziario di questo tipo. In una petizione erano state inserite istruzioni in caratteri bianchi, invisibili al lettore umano ma leggibili dal sistema di IA <strong>Galileu</strong>, utilizzato dalla giustizia del lavoro brasiliana. Il comando tentava di orientare il sistema affinché trattasse superficialmente la petizione e non contestasse la documentazione prodotta. Galileu rilevò l’anomalia e la manipolazione non ebbe successo; il giudice sanzionò i due avvocati firmatari con una multa pari al 10% del valore della causa. Ciò dimostra che, anche qualora un attacco non riesca a condizionare un sistema di supporto alle decisioni, il mero tentativo può assumere autonoma rilevanza sotto il profilo dell’illecito.</p>
<p>Il caso è brasiliano e quindi estraneo all’applicazione territoriale dell’<em>AI Act</em>, ma rappresenta efficacemente il rischio che il legislatore europeo ha cercato di intercettare. L’Allegato III del Regolamento qualifica infatti come “ad alto rischio” i sistemi destinati ad assistere un’autorità giudiziaria nella ricerca e interpretazione dei fatti e del diritto o nell’applicazione della legge a un caso concreto. La stessa logica riguarda, tra l’altro, i sistemi utilizzati per il recruiting e quelli impiegati per valutare i risultati di apprendimento.</p>
<h4>Quali sono i rischi</h4>
<p>La<strong> <em>prompt injection</em></strong> non costituisce, in sé, una pratica vietata dall’AI Act. Diventa però un problema di compliance quando dimostra che un sistema ad alto rischio può essere manipolato attraverso gli input che riceve. Gli articoli 9, 14 e 15 impongono infatti gestione dei rischi, supervisione umana effettiva, robustezza e <em>cybersecurity</em>, prevedendo anche la necessità di resistere a input progettati per indurre il modello in errore.</p>
<p>Per i sistemi dell’Allegato III, tali obblighi specifici troveranno applicazione dal 2 dicembre 2027, secondo il calendario risultante dall’AI Omnibus entrato in vigore nel luglio 2026. La direzione regolatoria, tuttavia, è già netta: maggiore è l’incidenza dell’IA su diritti e decisioni, maggiore deve essere la capacità di prevenire e rilevare manipolazioni.</p>
<p>Sul piano operativo, ciò significa che memorie, documenti, CV e risposte d’esame non possono essere trattati come contenuti necessariamente neutrali, ma devono essere valutati considerando il rischio che contengano istruzioni o elementi progettati per alterare il comportamento del sistema di IA. Diventa quindi essenziale predisporre misure idonee a rilevare e registrare output anomali e, soprattutto, a evitare che il risultato del modello si traduca automaticamente nella decisione finale.</p>
<p>La<strong> prompt injection</strong> dimostra quindi che l’affidabilità di un sistema di IA non dipende soltanto dalla qualità dei suoi output, ma anche dalla capacità di riconoscere input manipolati e impedirne l’incidenza sul processo decisionale. Una capacità che, per i sistemi ad alto rischio, diventerà parte integrante della loro conformità all’AI Act.</p>
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		<title>AI Act: dal 2 agosto più trasparenza sugli algoritmi e nuove tutele per i cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Vito Falsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del web]]></category>
		<category><![CDATA[AI Act]]></category>
		<category><![CDATA[AI ACT europeo]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovi passi in avanti per l’applicazione dell’AI Act europeo. Il Regolamento è già entrato in vigore nell’agosto 2024 e alcune disposizioni sono operative dal 2025 ma, a far data dal 2 agosto, sono entrate in vigore ulteriori regole di trasparenza. Trasparenza Il primo principio è semplice: chi entra in contatto con un sistema di intelligenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovi passi in avanti per l’applicazione dell’AI Act europeo. Il Regolamento è già entrato in vigore nell’agosto 2024 e alcune disposizioni sono operative dal 2025 ma, a far data dal 2 agosto, sono entrate in vigore ulteriori regole di trasparenza.</p>
<h4><strong>Trasparenza</strong></h4>
<p><strong>Il primo principio è semplice: chi entra in contatto con un sistema di intelligenza artificiale deve poterlo sapere.</strong></p>
<p>Chatbot, assistenti virtuali e altri sistemi destinati a interagire direttamente con le persone devono essere progettati in modo da informare l’utente che sta comunicando con una macchina, salvo che ciò risulti già evidente dalle circostanze.</p>
<p>La trasparenza riguarda anche i contenuti. I fornitori di sistemi che generano testi, immagini, audio o video devono rendere gli output identificabili come artificiali. Chi utilizza l’AI per realizzare o manipolare deepfake deve inoltre dichiararne chiaramente l’origine artificiale. Un obbligo analogo riguarda, con specifiche eccezioni, i testi generati o manipolati dall’AI e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse generale.</p>
<p>L’obiettivo non è vietare i contenuti artificiali, ma impedire che vengano presentati come autentici o umani senza un’adeguata segnalazione. Diventa quindi centrale il diritto di sapere se a scrivere, parlare o creare un contenuto sia stata una persona oppure un sistema automatico.</p>
<h4><strong>Decisioni e diritto alla spiegazione</strong></h4>
<p>Un secondo profilo riguarda le decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone. L’articolo 86 dell’AI Act riconosce, in determinate circostanze, il diritto a ottenere una spiegazione quando una decisione si basa sull’output di un sistema di AI ad alto rischio e produce effetti giuridici o conseguenze analogamente significative e pregiudizievoli.</p>
<p>In questi casi non è sufficiente comunicare soltanto l’esito. L’interessato può chiedere una spiegazione chiara e significativa sul ruolo svolto dal sistema e sui principali elementi che hanno condotto alla decisione.</p>
<p>Ciò non equivale al diritto di conoscere ogni riga di codice, tutti i parametri del modello o i segreti industriali del fornitore. La spiegazione deve rendere comprensibile il processo e permettere al cittadino di valutare ed eventualmente contestare il risultato.</p>
<p>L’AI Act richiede inoltre forme effettive di sorveglianza umana per i sistemi ad alto rischio, affinché le persone incaricate possano comprendere gli output, individuare anomalie e, quando necessario, correggere o interrompere il sistema. Benché il diritto a richiedere l&#8217;intervento umano trovi il proprio fondamento principalmente nell&#8217;articolo 22 del GDPR, che tutela gli interessati dalle decisioni basate unicamente sul trattamento automatizzato, l&#8217;AI Act si inserisce in questo quadro, integrandone il sistema di tutele.</p>
<h4><strong>Imprese, amministrazioni e sanzioni</strong></h4>
<p>Le conseguenze per imprese e pubbliche amministrazioni sono rilevanti. Non sarà sufficiente acquistare un software e affidarsi passivamente al risultato: occorrerà comprenderne la funzione, verificare gli obblighi applicabili, formare il personale e predisporre procedure di controllo.</p>
<p>In particolare, l’algoritmo potrà assistere la pubblica amministrazione, ma non dovrà trasformarsi in una fonte di decisioni incontestabili, incomprensibili e prive di una responsabilità chiaramente individuabile.</p>
<p><strong>Anche le sanzioni possono essere significative.</strong></p>
<p>Ai sensi degli articoli 99 e 101 dell&#8217;AI Act, le violazioni del Regolamento sono punite con sanzioni fino a 15 milioni di euro o, per le imprese, fino al 3% del fatturato annuo globale, se superiore. Per le pratiche vietate il limite sale a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale.</p>
<p>L&#8217;AI Act non mira a frenare l&#8217;innovazione, bensì a rendere l&#8217;uso dell&#8217; intelligenza artificiale più trasparente e affidabile. La conoscenza del ruolo svolto dall&#8217; IA e la possibilità di comprendere e contestare le decisioni automatizzate costituiscono oggi elementi essenziali per rafforzare la fiducia nelle nuove tecnologie.</p>
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		<title>Revoca dell’affidamento e del collocamento: quando è possibile?</title>
		<link>https://www.meplaw.net/revoca-dell-affidamento-e-del-collocamento-quando-e-possibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Affidamento minori]]></category>
		<category><![CDATA[Revoca affidamento]]></category>
		<category><![CDATA[Revoca collocamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa può succedere quando un genitore mina l&#8217;immagine dell&#8217;altro agli occhi dei figli? Se in passato le condotte ostative venivano sanzionate esclusivamente sul piano pecuniario, con l’ordinanza n. 20033 del 15 giugno 2026, la Corte di Cassazione adotta un provvedimento drastico : la revoca dell&#8217;affidamento e del collocamento alla madre che, attraverso manipolazioni e condizionamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Cosa può succedere quando un genitore mina l&#8217;immagine dell&#8217;altro agli occhi dei figli?</h4>
<p>Se in passato le condotte ostative venivano sanzionate esclusivamente sul piano pecuniario, con l’<strong>ordinanza n. 20033 del 15 giugno 2026</strong>, la Corte di Cassazione adotta un provvedimento drastico : la <strong>revoca dell&#8217;affidamento e del collocamento</strong> alla madre che, attraverso manipolazioni e condizionamenti psicologici, spingeva i figli al rifiuto della figura paterna.</p>
<h4><strong>Bigenitorialità e tutela del minore: quando si può derogare </strong></h4>
<p>Nel diritto di famiglia il principio di bigenitorialità costituisce la regola generale, configurandosi come diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore.</p>
<p>Tale principio, tuttavia, –alla luce del superiore interesse del minore – può subire deroghe o limitazioni nei confronti del genitore la cui condotta risulti pregiudizievole per l’equilibrio psicologico e relazionale del figlio.</p>
<h4><strong>Il</strong><strong> caso concreto: quando la manipolazione fa perdere l’affidamento</strong></h4>
<p>Nel caso in esame, la Corte d&#8217;Appello di Catania – accertando condotte materne ostative alla bigenitorialità – ha ribaltato la decisione del Tribunale di Ragusa, disponendo l&#8217;affidamento esclusivo dei figli al padre, limitando la responsabilità genitoriale della madre e sospendendo temporaneamente gli incontri madre‑figlio. Una decisione drastica, adottata per proteggere i minori da ulteriori condizionamenti.</p>
<p>Decisione successivamente confermata dalla Cassazione che, sulla base della Consulenza Tecnica d&#8217;Ufficio e delle relazioni dei Servizi Sociali, ha ravvisato comportamenti ostativi e manipolativi da parte della madre. Si tratta di condotte pregiudizievoli per lo sviluppo del minore e incompatibili con il principio di bigenitorialità, di fronte alle quali il giudice deve adottare misure volte a ristabilire il legame con il genitore escluso.</p>
<h4><strong>Rifiuto del genitore: libera scelta o frutto di manipolazioni</strong><strong>?</strong></h4>
<p>Con la medesima pronuncia, la Corte ha ribadito un principio fondamentale: il rifiuto del figlio di incontrare o frequentare uno dei genitori non è di per sé sufficiente a giustificare l&#8217;esclusione di quest&#8217;ultimo o il collocamento esclusivo presso l&#8217;altro.</p>
<p>Spetta al Giudice valutare le motivazioni alla base del rifiuto, verificando se la volontà espressa dal minore sia libera e consapevole oppure se sia il frutto del condizionamento dell&#8217;altro genitore. L’ascolto del minore resta uno strumento fondamentale, ma la sua volontà non rappresenta l&#8217;unico elemento su cui fondare la decisione.</p>
<h4><strong>Condotte denigratorie e alienazione: quando il conflitto tra ex diventa abuso emotivo sui figli.</strong></h4>
<p>L&#8217;alienazione genitoriale descrive una dinamica relazionale disfunzionale, che si manifesta frequentemente nel contesto delle separazioni conflittuali.</p>
<p>Generalmente, il genitore mette in atto comportamenti denigratori volti a svalutare l&#8217;immagine dell&#8217;altro fino a farlo percepire dal minore come inadeguato o pericoloso. Si tratta di un abuso emotivo che, sfruttando la vulnerabilità dei minori, ostacola il diritto a mantenere un rapporto sano ed equilibrato con l&#8217;ex partner.</p>
<h4><strong>L&#8217;evoluzione giurisprudenziale: dal risarcimento del danno alla revisione delle condizioni di affido</strong></h4>
<p>Sul tema, l’approccio della giurisprudenza ha attraversato una significativa evoluzione.</p>
<ul>
<li>Con la Sentenza <strong> 18799 dell&#8217;11 ottobre 2016</strong>, il Tribunale di Roma stabiliva che la madre, colpevole di aver ostacolato i rapporti tra il figlio e l’ex coniuge, fosse tenuta a risarcire i danni morali subiti dal padre per la lesione della sua dignità personale e del suo ruolo genitoriale.</li>
<li>Successivamente, con la Sentenza <strong> 15200 del 20 giugno 2017</strong>, la Cassazione confermava che il tentativo di screditare la figura paterna non comportasse automaticamente la perdita del collocamento del minore o il passaggio all&#8217;affido esclusivo, ritenendo sufficiente la condanna al pagamento di una sanzione in favore della Cassa delle Ammende.</li>
</ul>
<p><strong>Conclusioni: bigenitorialità e superiore interesse del minore</strong></p>
<p>In definitiva, <strong>l&#8217;ordinanza n. 20033/2026</strong> segna un punto di svolta fondamentale nell&#8217;evoluzione del diritto di famiglia italiano. La bigenitorialità costituisce un diritto primario del minore, ma non ha natura assoluta: la sua applicazione deve essere valutata alla luce del suo concreto e superiore interesse. Quando il condizionamento psicologico prende il sopravvento e compromette la leale cooperazione tra i genitori, la tutela dello sviluppo armonico dei figli deve sempre prevalere.</p>
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		<title>Dal 2 agosto in vigore l&#8217;AI ACT europeo</title>
		<link>https://www.meplaw.net/dal-2-agosto-in-vigore-lai-act-europeo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillola di Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[AI ACT europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvate questa data: segna un cambiamento importante nel mondo digitale. Dal 2 agosto entrerà infatti in vigore l&#8217;AI Act europeo con il quale si riconosce ai cittadini il diritto, vero e proprio, ad essere informati sull&#8217;uso dell&#8217;AI. Tra le principali novità ogni persona avrà il diritto di essere informata quando interagisce con un sistema di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Salvate questa data: segna un cambiamento importante nel mondo digitale.</h3>
<div>Dal <strong>2 agosto</strong> entrerà infatti in vigore l&#8217;<strong>AI Act europeo</strong> con il quale si riconosce ai cittadini il diritto, vero e proprio, ad essere informati sull&#8217;uso dell&#8217;AI.</div>
<div>Tra le principali novità ogni persona avrà il diritto di essere informata quando interagisce con un sistema di AI,  di ottenere spiegazioni su come gli algoritmi prendono le decisioni oltre alla possibilità di richiedere l&#8217;intervento umano a fronte di decisione amministrative adottate esclusivamente in modo automatizzato.</div>
<div>Le <strong>violazioni</strong> delle disposizioni previste dall&#8217;AI ACT possono comportare sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo mondiale, se superiore a seconda dei casi previsti dalla normativa.</div>
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		<title>Il Digital Chart come strumento di autoregolamentazione della pubblicità digitale</title>
		<link>https://www.meplaw.net/il-digital-chart-come-strumento-di-autoregolamentazione-della-pubblicita-digitale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:12:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto del web]]></category>
		<category><![CDATA[AGCOM]]></category>
		<category><![CDATA[Autoregolamentazione della pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Chart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Digital Chart e la sua funzione nella pubblicità digitale Il Digital Chart dell&#8217;Istituto dell&#8217;Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) rappresenta il principale strumento di autoregolamentazione della pubblicità digitale in Italia. Il suo scopo è definire criteri chiari per rendere immediatamente riconoscibile la comunicazione commerciale diffusa attraverso i canali digitali, applicando ai nuovi modelli di comunicazione i principi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Il Digital Chart e la sua funzione nella pubblicità digitale</strong></h3>
<p>Il <strong>Digital Chart</strong> dell&#8217;Istituto dell&#8217;Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) rappresenta il principale strumento di autoregolamentazione della pubblicità digitale in Italia. Il suo scopo è definire criteri chiari per rendere immediatamente riconoscibile la comunicazione commerciale diffusa attraverso i canali digitali, applicando ai nuovi modelli di comunicazione i principi di trasparenza e correttezza previsti dal Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.<br />
Pur non avendo natura vincolante come una norma di legge, il <strong>Digital Chart</strong> costituisce uno strumento di soft law che orienta il comportamento di imprese, agenzie, influencer e content creator, contribuendo a uniformare le prassi del settore e a prevenire fenomeni di pubblicità occulta.</p>
<h4>Ambito di applicazione del Digital Chart</h4>
<p>Il <strong>Digital Chart</strong> si applica a tutte le forme di comunicazione commerciale diffuse mediante strumenti digitali, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. Il suo ambito di applicazione comprende social network, blog, piattaforme di content sharing, podcast, siti web e, più in generale, qualsiasi ambiente digitale nel quale un contenuto abbia finalità promozionali.<br />
Sotto il profilo soggettivo, le sue indicazioni riguardano non solo le imprese e gli inserzionisti, ma anche influencer, content creator, celebrity e ogni altro soggetto che partecipi alla diffusione di contenuti commerciali. L&#8217;evoluzione delle strategie di marketing digitale ha infatti reso sempre più frequente l&#8217;integrazione della pubblicità all&#8217;interno di contenuti apparentemente spontanei, rendendo necessario individuare criteri condivisi per distinguere con chiarezza la comunicazione commerciale dai contenuti editoriali o personali.</p>
<h4>Il principio di riconoscibilità della comunicazione commerciale</h4>
<p>Il principio fondamentale del <strong>Digital Chart</strong> è quello della riconoscibilità immediata della comunicazione commerciale. <strong>L&#8217;utente deve poter comprendere fin dal primo contatto con il contenuto che si trova di fronte a un messaggio promozionale, senza dover ricorrere a interpretazioni o verifiche ulteriori.</strong><br />
Per questo motivo il Digital Chart raccomanda l&#8217;utilizzo di formule esplicite come «<strong>Pubblicità»</strong>, «<strong>Sponsorizzato da</strong>» o «<strong>Promosso da</strong>», nonché di hashtag quali <strong>#ad,</strong> <strong>#pubblicità</strong> o <strong>#sponsorizzato</strong>, purché siano collocati in una posizione chiaramente visibile e immediatamente percepibile.<br />
<strong>L&#8217;obbligo di trasparenza non riguarda esclusivamente le collaborazioni retribuite.</strong> Le indicazioni del Digital Chart si applicano anche quando il creator riceve prodotti gratuiti, inviti a eventi, viaggi, soggiorni o qualsiasi altro beneficio idoneo a influenzare il contenuto pubblicato. In tutte queste ipotesi il rapporto con il brand deve essere chiaramente comunicato al pubblico, affinché la natura promozionale del messaggio non risulti occultata.<br />
Il <strong>Digital Chart</strong> sottolinea inoltre l&#8217;importanza che tale identificazione rimanga percepibile anche quando il contenuto viene condiviso o ripubblicato su piattaforme diverse, evitando che il cambiamento del contesto comunicativo comprometta la trasparenza dell&#8217;informazione commerciale.</p>
<h4>Il rapporto tra Digital Chart e regolazione pubblica</h4>
<p>Sebbene il <strong>Digital Chart</strong> costituisca uno strumento di autoregolamentazione, il suo rilievo supera la dimensione esclusivamente volontaria. Le Linee guida dell&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) in materia di influencer marketing lo richiamano infatti quale parametro interpretativo per individuare la comunicazione commerciale nel contesto digitale.<br />
Si è così sviluppato un modello di regolazione integrata nel quale la disciplina pubblica e gli strumenti di soft law operano in modo complementare, favorendo una maggiore uniformità applicativa e offrendo agli operatori criteri più chiari per conformare la propria attività ai principi di trasparenza e correttezza.</p>
<h4>Il ruolo del Digital Chart nella tutela del consumatore</h4>
<p>L&#8217;adesione ai criteri previsti dal Digital Chart contribuisce a ridurre il rischio di pubblicità ingannevole e di comunicazioni commerciali occulte, rafforzando al tempo stesso la compliance delle imprese e la fiducia dei consumatori. La progressiva diffusione delle sue indicazioni ha inoltre favorito la definizione di standard condivisi nel settore della comunicazione digitale, rendendo più omogenee le modalità di identificazione dei contenuti promozionali.<br />
In questo senso il Digital Chart non rappresenta soltanto una raccolta di buone pratiche, ma uno strumento che traduce in regole operative i principi di trasparenza e lealtà della comunicazione commerciale. Proprio questa funzione interpretativa e conformativa ne spiega il ruolo centrale nell&#8217;attuale disciplina della pubblicità digitale e la sua crescente rilevanza per tutti gli operatori del settore.</p>
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		<item>
		<title>Vacanze estive: minori, ex e nuovi compagni: cosa dice la legge?</title>
		<link>https://www.meplaw.net/vacanze-estive-minori-ex-e-nuovi-compagni-cosa-dice-la-legge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[minori con genitori separati]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze estive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presente articolo intende esaminare le principali casistiche che interessano le famiglie separate, con particolare riferimento ai genitori separati con figli minori e alle nuove dinamiche familiari derivanti dalla presenza di nuovi partner, durante il periodo delle vacanze estive. Nuovi partner e vacanze estive: l&#8217;ex può davvero vietarlo? Le valigie sono pronte, le prenotazioni confermate, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/vacanze-estive-minori-ex-e-nuovi-compagni-cosa-dice-la-legge/">Vacanze estive: minori, ex e nuovi compagni: cosa dice la legge?</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presente articolo intende esaminare le principali casistiche che interessano le famiglie separate, con particolare riferimento ai genitori separati con figli minori e alle nuove dinamiche familiari derivanti dalla presenza di nuovi partner, durante il periodo delle vacanze estive.</p>
<ul>
<li class="Default">
<h4><strong>Nuovi partner e vacanze estive: l&#8217;ex può davvero vietarlo?</strong></h4>
</li>
</ul>
<p class="Default">Le valigie sono pronte, le prenotazioni confermate, ma a un passo dalla partenza senti pronunciare una frase che sembra far crollare i piani: <em><span lang="FR">«</span></em><em>Con il tuo compagno i bambini non vanno da nessuna parte»</em>.</p>
<p class="Default">L<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>articolo <strong>337-ter del Codice Civile</strong> tutela il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore. Questo diritto non può essere ostacolato dal rifiuto — da parte dell&#8217;altro genitore —  alla frequentazione con l’ex coniuge ed il partner dello stesso, soprattutto se la loro unione costituisce un vero e proprio nucleo familiare stabile.</p>
<p class="Default">Durante il suo periodo di vacanza, il genitore ha il diritto di organizzare il soggiorno — includendo nella propria quotidianità anche il partner stabile — con le modalità che ritiene idonee nell&#8217;esclusivo interesse del minore.</p>
<p class="Corpo">Un genitore non può opporsi per gelosia o ritorsione. Il Giudice può vietare o limitare la presenza del “terzo” solo in presenza di un <strong>pregiudizio concreto ed effettivo</strong> per il minore.</p>
<p class="Default">L&#8217;opposizione dell&#8217;ex può ritenersi fondata se:</p>
<p class="Default">•              <strong>La separazione è recente</strong> e i figli non hanno avuto il tempo di elaborare il cambiamento;</p>
<p class="Default">•              <b>La nuova relazione è agli inizi</b> e i minori non hanno ancora conosciuto o instaurato un rapporto con il nuovo partner del genitore;</p>
<p class="Default">•              <strong>La presenza della nuova figura viene imposta</strong>, creando un forte disagio psicologico nei figli.</p>
<p class="Default">Se invece la relazione è stabile e consolidata e i figli vivono la situazione con serenità, l&#8217;ex coniuge non ha basi per ostacolarne la presenza.</p>
<h4 class="Default"><b>Il ruolo dell&#8217;adulto: ascolto e sensibilità</b><b></b></h4>
<p class="Default">Prima di organizzare una vacanza che coinvolge un partner diverso dal genitore dei minori sarebbe opportuno:</p>
<ul>
<li class="Default"><b>Ascoltare i figli:</b> Verificare che la presenza del &#8220;terzo&#8221; non intacchi le loro abitudini o la loro libertà. È importante spiegare che il nuovo compagno non intende sostituirsi all&#8217;altro genitore.</li>
<li class="Default"><b>Sensibilizzare il nuovo partner:</b> Non tutti i bambini elaborano con facilità questi cambiamenti. Il nuovo partner dovrà avere pazienza, tatto e comprensione di fronte a eventuali capricci.</li>
</ul>
<p class="Default">Tuttavia, gli aspetti emotivi e la gestione del partner non sono l&#8217;unico tassello da considerare. Anche dal punto di vista organizzativo e formale esistono regole ben precise da rispettare prima di chiudere la valigia.</p>
<h4 class="Default"><b>Obbligo di comunicazione: cosa bisogna dire all&#8217;altro genitore?</b><b></b></h4>
<p class="Default">Trasparenza e collaborazione restano fondamentali. Il genitore che parte deve comunicare all&#8217;ex (possibilmente con un congruo anticipo):</p>
<p class="Default"><span lang="FR">•              </span><span lang="FR">Le </span><b>date</b> esatte del soggiorno;</p>
<p class="Default"><span lang="FR">•              </span><span lang="FR">La </span><b>destinazione</b> e l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>indirizzo di permanenza;</p>
<p class="Default">•              I <b>recapiti telefonici</b> da contattare in caso di emergenza;</p>
<p class="Default">•              Eventuali <b>spostamenti</b>.<b></b></p>
<p class="Default">Se uno dei due genitori modifica unilateralmente date o luoghi o viola gli accordi, la questione può essere portata all&#8217;attenzione del Giudice.</p>
<p class="Default">Inoltre, l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>art. <b><span lang="PT">473-bis.12 c.p.c.</span></b><b>, </b>prevede che nei procedimenti relativi ai figli venga allegato un piano genitoriale contenente gli impegni e le attività quotidiane dei minori, comprese le vacanze.</p>
<h4 class="Default"><b>Se l&#8217;ex si rifiuta di dare i recapiti?</b><b></b></h4>
<p class="Default">Il rifiuto di comunicare il luogo della vacanza non costituisce reato, ma rappresenta una violazione dei doveri genitoriali. Come chiarito dal <i>Tribunale di Rieti, (sent. 15 giugno 2011</i>), l&#8217;omissione pregiudica il diritto dell&#8217;altro genitore di sapere dove si trovano i figli e di potersi mettere in contatto con loro.</p>
<h4 class="Default"><b>Il figlio può scegliere con chi andare in vacanza?</b><b></b></h4>
<p class="Default">Dipende dall&#8217;età dei figli e dalle decisioni prese in sede di separazione o divorzio:</p>
<p class="Default">•   <b>Bambini e minori piccoli:</b> Le decisioni spettano ai genitori e al giudice, garantendo sempre stabilità <span lang="FR">e continuit</span>à relazionale, senza intaccare la loro quotidianità.</p>
<p class="Default"><span lang="PT">•  </span><b><span lang="PT">Adolescenti</span></b><b>, minori capaci di discernimento e maggiorenni:</b> Le loro preferenze e desideri assumono un peso maggiore e possono esprimere liberamente con chi trascorrere il periodo estivo.</p>
<h4 class="Default"><b>Si possono sentire i figli mentre sono in vacanza con l&#8217;altro genitore?</b><b></b></h4>
<p class="Default">Assolutamente sì. Le chiamate e le videochiamate sono un diritto del figlio e del genitore, purch<span lang="FR">é </span>avvengano in orari ragionevoli e senza interferire con le attività della vacanza.</p>
<p class="Default">Attenzione, però: questo diritto non deve trasformarsi in uno strumento di controllo o di disturbo nei confronti dell&#8217;altro genitore.</p>
<h4 class="Default"><b>In conclusione: l&#8217;interesse dei figli prima di tutto</b><b></b></h4>
<p class="Default">In definitiva, sebbene la normativa riconosca il diritto di ciascun genitore a ricostruire la propria vita, è fondamentale che gli ex coniugi collaborino al fine di porre il benessere dei minori al centro di ogni decisione.</p>
<p class="Default">Qualora questo equilibrio dovesse venire meno, agire con l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>assistenza di un legale diventa essenziale per tutelare i propri diritti e ristabilire la serenità dei figli.</p>
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