Vacanze estive: minori, ex e nuovi compagni: cosa dice la legge?
Il presente articolo intende esaminare le principali casistiche che interessano le famiglie separate, con particolare riferimento ai genitori separati con figli minori e alle nuove dinamiche familiari derivanti dalla presenza di nuovi partner, durante il periodo delle vacanze estive.
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Nuovi partner e vacanze estive: l’ex può davvero vietarlo?
Le valigie sono pronte, le prenotazioni confermate, ma a un passo dalla partenza senti pronunciare una frase che sembra far crollare i piani: «Con il tuo compagno i bambini non vanno da nessuna parte».
L’articolo 337-ter del Codice Civile tutela il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore. Questo diritto non può essere ostacolato dal rifiuto — da parte dell’altro genitore — alla frequentazione con l’ex coniuge ed il partner dello stesso, soprattutto se la loro unione costituisce un vero e proprio nucleo familiare stabile.
Durante il suo periodo di vacanza, il genitore ha il diritto di organizzare il soggiorno — includendo nella propria quotidianità anche il partner stabile — con le modalità che ritiene idonee nell’esclusivo interesse del minore.
Un genitore non può opporsi per gelosia o ritorsione. Il Giudice può vietare o limitare la presenza del “terzo” solo in presenza di un pregiudizio concreto ed effettivo per il minore.
L’opposizione dell’ex può ritenersi fondata se:
• La separazione è recente e i figli non hanno avuto il tempo di elaborare il cambiamento;
• La nuova relazione è agli inizi e i minori non hanno ancora conosciuto o instaurato un rapporto con il nuovo partner del genitore;
• La presenza della nuova figura viene imposta, creando un forte disagio psicologico nei figli.
Se invece la relazione è stabile e consolidata e i figli vivono la situazione con serenità, l’ex coniuge non ha basi per ostacolarne la presenza.
Il ruolo dell’adulto: ascolto e sensibilità
Prima di organizzare una vacanza che coinvolge un partner diverso dal genitore dei minori sarebbe opportuno:
- Ascoltare i figli: Verificare che la presenza del “terzo” non intacchi le loro abitudini o la loro libertà. È importante spiegare che il nuovo compagno non intende sostituirsi all’altro genitore.
- Sensibilizzare il nuovo partner: Non tutti i bambini elaborano con facilità questi cambiamenti. Il nuovo partner dovrà avere pazienza, tatto e comprensione di fronte a eventuali capricci.
Tuttavia, gli aspetti emotivi e la gestione del partner non sono l’unico tassello da considerare. Anche dal punto di vista organizzativo e formale esistono regole ben precise da rispettare prima di chiudere la valigia.
Obbligo di comunicazione: cosa bisogna dire all’altro genitore?
Trasparenza e collaborazione restano fondamentali. Il genitore che parte deve comunicare all’ex (possibilmente con un congruo anticipo):
• Le date esatte del soggiorno;
• La destinazione e l’indirizzo di permanenza;
• I recapiti telefonici da contattare in caso di emergenza;
• Eventuali spostamenti.
Se uno dei due genitori modifica unilateralmente date o luoghi o viola gli accordi, la questione può essere portata all’attenzione del Giudice.
Inoltre, l’art. 473-bis.12 c.p.c., prevede che nei procedimenti relativi ai figli venga allegato un piano genitoriale contenente gli impegni e le attività quotidiane dei minori, comprese le vacanze.
Se l’ex si rifiuta di dare i recapiti?
Il rifiuto di comunicare il luogo della vacanza non costituisce reato, ma rappresenta una violazione dei doveri genitoriali. Come chiarito dal Tribunale di Rieti, (sent. 15 giugno 2011), l’omissione pregiudica il diritto dell’altro genitore di sapere dove si trovano i figli e di potersi mettere in contatto con loro.
Il figlio può scegliere con chi andare in vacanza?
Dipende dall’età dei figli e dalle decisioni prese in sede di separazione o divorzio:
• Bambini e minori piccoli: Le decisioni spettano ai genitori e al giudice, garantendo sempre stabilità e continuità relazionale, senza intaccare la loro quotidianità.
• Adolescenti, minori capaci di discernimento e maggiorenni: Le loro preferenze e desideri assumono un peso maggiore e possono esprimere liberamente con chi trascorrere il periodo estivo.
Si possono sentire i figli mentre sono in vacanza con l’altro genitore?
Assolutamente sì. Le chiamate e le videochiamate sono un diritto del figlio e del genitore, purché avvengano in orari ragionevoli e senza interferire con le attività della vacanza.
Attenzione, però: questo diritto non deve trasformarsi in uno strumento di controllo o di disturbo nei confronti dell’altro genitore.
In conclusione: l’interesse dei figli prima di tutto
In definitiva, sebbene la normativa riconosca il diritto di ciascun genitore a ricostruire la propria vita, è fondamentale che gli ex coniugi collaborino al fine di porre il benessere dei minori al centro di ogni decisione.
Qualora questo equilibrio dovesse venire meno, agire con l’assistenza di un legale diventa essenziale per tutelare i propri diritti e ristabilire la serenità dei figli.

- Posted by Martina Aiello
- On 22 Luglio 2026
