Il Digital Chart come strumento di autoregolamentazione della pubblicità digitale
Il Digital Chart e la sua funzione nella pubblicità digitale
Il Digital Chart dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) rappresenta il principale strumento di autoregolamentazione della pubblicità digitale in Italia. Il suo scopo è definire criteri chiari per rendere immediatamente riconoscibile la comunicazione commerciale diffusa attraverso i canali digitali, applicando ai nuovi modelli di comunicazione i principi di trasparenza e correttezza previsti dal Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Pur non avendo natura vincolante come una norma di legge, il Digital Chart costituisce uno strumento di soft law che orienta il comportamento di imprese, agenzie, influencer e content creator, contribuendo a uniformare le prassi del settore e a prevenire fenomeni di pubblicità occulta.
Ambito di applicazione del Digital Chart
Il Digital Chart si applica a tutte le forme di comunicazione commerciale diffuse mediante strumenti digitali, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. Il suo ambito di applicazione comprende social network, blog, piattaforme di content sharing, podcast, siti web e, più in generale, qualsiasi ambiente digitale nel quale un contenuto abbia finalità promozionali.
Sotto il profilo soggettivo, le sue indicazioni riguardano non solo le imprese e gli inserzionisti, ma anche influencer, content creator, celebrity e ogni altro soggetto che partecipi alla diffusione di contenuti commerciali. L’evoluzione delle strategie di marketing digitale ha infatti reso sempre più frequente l’integrazione della pubblicità all’interno di contenuti apparentemente spontanei, rendendo necessario individuare criteri condivisi per distinguere con chiarezza la comunicazione commerciale dai contenuti editoriali o personali.
Il principio di riconoscibilità della comunicazione commerciale
Il principio fondamentale del Digital Chart è quello della riconoscibilità immediata della comunicazione commerciale. L’utente deve poter comprendere fin dal primo contatto con il contenuto che si trova di fronte a un messaggio promozionale, senza dover ricorrere a interpretazioni o verifiche ulteriori.
Per questo motivo il Digital Chart raccomanda l’utilizzo di formule esplicite come «Pubblicità», «Sponsorizzato da» o «Promosso da», nonché di hashtag quali #ad, #pubblicità o #sponsorizzato, purché siano collocati in una posizione chiaramente visibile e immediatamente percepibile.
L’obbligo di trasparenza non riguarda esclusivamente le collaborazioni retribuite. Le indicazioni del Digital Chart si applicano anche quando il creator riceve prodotti gratuiti, inviti a eventi, viaggi, soggiorni o qualsiasi altro beneficio idoneo a influenzare il contenuto pubblicato. In tutte queste ipotesi il rapporto con il brand deve essere chiaramente comunicato al pubblico, affinché la natura promozionale del messaggio non risulti occultata.
Il Digital Chart sottolinea inoltre l’importanza che tale identificazione rimanga percepibile anche quando il contenuto viene condiviso o ripubblicato su piattaforme diverse, evitando che il cambiamento del contesto comunicativo comprometta la trasparenza dell’informazione commerciale.
Il rapporto tra Digital Chart e regolazione pubblica
Sebbene il Digital Chart costituisca uno strumento di autoregolamentazione, il suo rilievo supera la dimensione esclusivamente volontaria. Le Linee guida dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) in materia di influencer marketing lo richiamano infatti quale parametro interpretativo per individuare la comunicazione commerciale nel contesto digitale.
Si è così sviluppato un modello di regolazione integrata nel quale la disciplina pubblica e gli strumenti di soft law operano in modo complementare, favorendo una maggiore uniformità applicativa e offrendo agli operatori criteri più chiari per conformare la propria attività ai principi di trasparenza e correttezza.
Il ruolo del Digital Chart nella tutela del consumatore
L’adesione ai criteri previsti dal Digital Chart contribuisce a ridurre il rischio di pubblicità ingannevole e di comunicazioni commerciali occulte, rafforzando al tempo stesso la compliance delle imprese e la fiducia dei consumatori. La progressiva diffusione delle sue indicazioni ha inoltre favorito la definizione di standard condivisi nel settore della comunicazione digitale, rendendo più omogenee le modalità di identificazione dei contenuti promozionali.
In questo senso il Digital Chart non rappresenta soltanto una raccolta di buone pratiche, ma uno strumento che traduce in regole operative i principi di trasparenza e lealtà della comunicazione commerciale. Proprio questa funzione interpretativa e conformativa ne spiega il ruolo centrale nell’attuale disciplina della pubblicità digitale e la sua crescente rilevanza per tutti gli operatori del settore.

- Posted by Guillermo Alvarez Alvarez
- On 27 Luglio 2026
