Successioni internazionali: cosa devi sapere
Con l’aumento della mobilità internazionale sono sempre di più i soggetti coinvolti in successioni ereditarie che interessano più paesi. Che si tratti di un parente italiano residente all’estero o di un familiare straniero con beni in Italia la questione rientra nella categoria delle successioni internazionali, ovvero quei casi in cui è presente almeno un elemento di collegamento con un ordinamento giuridico straniero.
Ma quale legge si applica in questi casi? E come orientarsi tra le normative diverse?
Il quadro normativo di riferimento
In merito alle successioni internazionali in Europa il riferimento principale è il Regolamento (UE) n. 650/2012 in vigore per le successioni instaurate dal 17 agosto 2015. Questo regolamento pur lasciando formalmente in vigore le normative nazionali (come la legge italiana n. 218/1995 sul diritto internazionale privato), prevale in caso di conflitto.
Il regolamento ha introdotto un importante principio: la legge applicabile alla successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale nel momento del decesso, indipendentemente dal fatto che si tratti di un paese dell’UE o meno. Questo criterio, tuttavia, non è semplice da applicare, poiché richiede una valutazione complessiva e approfondita dei legami personali , familiari e patrimoniali del defunto con il paese di residenza.
La possibilità di scegliere la legge applicabile
Il Regolamento consente una deroga al criterio generale della residenza abituale, nota come professio iuris, che permette all’individuo di decidere che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato in cui ha la cittadinanza, scegliendo tra la cittadinanza detenuta al momento della scelta oppure al momento della morte. La scelta deve risultare in modo esplicito nel testamento o emergere in modo chiaro e non equivoco dalle sue disposizioni.
La professio iuris si rivela particolarmente utile per chi ha doppia cittadinanza o patrimoni in più paesi.
Certificato successorio europeo e testamento internazionale
Tra gli strumenti introdotti per semplificare le successioni internazionali c’è il Certificato successorio europeo (CSE): un documento rilasciato dall’autorità competente, che consente agli eredi, ai legatari, agli esecutori testamentari o agli amministratori dell’eredità di far valere i propri diritti in tutti i paesi dell’UE, senza ulteriori formalità.
Nei casi di successioni internazionali con paesi extra UE, può risultare decisivo il testamento internazionale, previsto dalla Convenzione di Washington del 1973. Si tratta di una forma testamentaria riconosciuta a livello internazionale valida a prescindere dalla nazionalità, dal domicilio e dalla residenza del testatore, e utile a semplificare la gestione del patrimonio ereditario.
Cosa sapere se si eredita in Italia
Per chi eredita in Italia la normativa nazionale prevede l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide, generalmente, con la data del decesso.
La dichiarazione può essere presentata tramite un intermediario abilitato (professionisti o CAF) o direttamente presso l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. I residenti all’estero, qualora siano impossibilitati a trasmettere la documentazione in via telematica, possono eccezionalmente presentarla in formato cartaceo all’ufficio competente dell’Agenzia, inviandola tramite raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione.
Un problema frequente per gli eredi stranieri è l’assenza del codice fiscale italiano. In questo caso la legge consente comunque di presentare la dichiarazione fornendo:
- per le persone fisiche: il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il sesso e il domicilio fiscale;
- per i soggetti diversi dalle persone fisiche: la denominazione, la ragione sociale o la ditta e il domicilio fiscale.
L’Agenzia delle entrate ha confermato questo orientamento nella risposta a interpello n. 407 del 31 luglio 2023, dopo essere stata chiamata a fornire chiarimenti riguardo la presentazione della dichiarazione di successione da parte degli eredi residenti all’estero e non iscritti all’anagrafe tributaria.

- Posted by Giulia Giordanelli
- On 16 Luglio 2025
