PENSIONE LORDA IN TUNISIA: UN PARADISO PER GLI EX DIPENDENTI PUBBLICI
Sei un pensionato pubblico italiano e vuoi beneficiare delle agevolazioni fiscali in Tunisia?
A poco più di un’ora di volo da Roma è possibile vivere un vero e proprio “sogno tunisino”. Non è un miraggio ma la realtà, dal momento che, i pensionati residenti fiscalmente in Tunisia, potranno beneficiare delle agevolazioni previste – in quanto si opera un collegamento tra lo Stato che eroga la pensione e la potestà impositiva sulle stesse.
Cosa dovrebbe spingere un pensionato italiano a lasciare il “bel paese” per le coste nord africane?
Le migrazioni con meta la Tunisia, così come Cile, Australia e Senegal, sono scelte come alternativa da sempre più persone, grazie ad un regime di agevolazione fiscale anche per gli ex lavoratori pubblici e ad un costo della vita più basso – se paragonato a quello del paese di provenienza.
La Convenzione 388 del 1981 sotto la lente
La materia è regolata dalla Convenzione tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Tunisina per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali del 25 maggio 1981 numero 388, articolo 19 paragrafo 2.
Le Convenzioni contro la doppia imposizione, le quali prevalgono sulla normativa interna in virtù della loro specialità, hanno come obiettivo che uno stesso reddito non venga tassato sia dallo stato della fonte sia dallo stato di residenza.
Perché la Tunisia è considerata un paradiso per la “silver age”? Le eccezioni alla normativa.
Le pensioni pubbliche italiane – dei dipendenti statali, delle forze armate e degli insegnanti – sono tassate esclusivamente in Italia anche se si vive stabilmente in un altro Stato.
A tal proposito, grazie alla Convenzione summenzionata, la pensione verrebbe tassata esclusivamente in Tunisia, godendo dei vantaggi derivanti dalla tassazione prevista dal suddetto Stato, nell’eventualità in cui il soggetto risieda in Tunisia.
Un pensionato italiano potrebbe dunque beneficiare delle agevolazioni fiscali previste in Tunisia sulla pensione percepita dallo Stato italiano nel caso in cui vi viva stabilmente per almeno 183 giorni ogni anno. Dunque il soggetto non sarà tassato dallo Stato italiano – in quanto i cittadini stranieri o italiani non residenti fiscalmente in Italia potranno essere tassati esclusivamente per i redditi prodotti nello Stato italiano.
Difatti, anche grazie all’articolo 35 della legge numero 85 del 25 dicembre 2006, si è stabilita una tassazione del solo 20%, prevedendo una riduzione dell’imponibile pari all’80%.
Una opportunità… il pensionato ha la possibilità di trasferirsi in Tunisia senza la necessità di richiedere la cittadinanza.
Il sogno Mediterraneo è più vicino di quanto tu possa immaginare.
Non è sufficiente un biglietto aereo ma è necessario che:
-il soggetto si iscriva all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero),
-richieda un codice fiscale tunisino,
-affitti un appartamento in una città della Tunisia (senza necessità di acquistarla) per risiedervi,
-apra un conto corrente nel suddetto stato.
In definitiva, scegliere la Tunisia non potrebbe ridursi esclusivamente ad una questione logistica e finanziaria ma anche all’opportunità di vivere in libertà tra le coste, trasformando l’inverno della vita in una nuova fase di rinascita in cui vivere con dignità e senza la paura di una pensione limitata o ristretta.
Non è una fuga dalle tasse ma una strategia.
E voi sareste disposti ad abbandonare l’Italia per il sole e le agevolazioni tunisine?

- Posted by Martina Aiello
- On 14 Aprile 2026
