Gioco d’azzardo in Brasile: una storia fatta di divieti e numerosi interventi statali
La storia del gioco d’azzardo in Brasile si caratterizza per una costante alternanza tra fasi di apertura e chiusura, segnate da entusiasmo economico, corruzione e restrizioni politiche.
Ripercorriamo brevemente gli eventi più significativi.
Le origini
Più di due secoli fa, molto prima che il Paese iniziasse a discutere la moderna legalizzazione del mercato del gioco, i casinò facevano
già parte del tessuto sociale brasiliano. Tuttavia, questa precoce fioritura fu bruscamente arrestata nel 1917, quando il presidente Brás
ordinò per la prima volta nella storia la proibizione totale dei casinò.
Ciononostante, il gioco non scomparve: continuò in forma clandestina. Un esempio evidente di ciò, furono le attività di
scommessa destinate esclusivamente alla nascente clientela turistica che arrivava nel Paese.
Dopo la Rivoluzione del 1930 e l’ascesa al potere del presidente Vargas per designazione della
giunta militare, i casinò brasiliani vissero la loro “età dell’oro” e il gioco raggiunse livelli di
popolarità mai visti prima.
Legge sulle Contravvenzioni Penali
Tuttavia, con l’approvazione nel 1941 della Legge sulle
Contravvenzioni Penali (Decreto-Lei n. 3.688 del 3 outubro 1941), venne stabilita una
proibizione su tutti i giochi d’azzardo.
Nonostante ciò, il colpo finale al mercato del gioco in questo periodo fu inferto dal presidente
Dutra, che nel 1946 impose una proibizione totale del gioco su tutto il territorio nazionale,
determinando così la brusca conclusione dell’apertura che era stata raggiunta fino ad allora.
La Lotteria Sportiva
Durante la dittatura militare, in particolare negli anni Settanta, fu legalizzata la cosiddetta
Lotteria Sportiva, nata come conseguenza del grande boom del calcio brasiliano. Essa si
consolidò come un intrattenimento popolare e come una fonte significativa di entrate per le casse
pubbliche.
Con l’instaurazione della democrazia, iniziarono a essere regolamentate nuove forme
di gioco. In particolare, dopo l’approvazione della celebre Legge Zico nel 1993 —con il pretesto
di finanziare enti sportivi, confederazioni, federazioni e club— venne legalizzato il bingo.
Eppure, solo nel 1998 tale legalizzazione produsse effetti concreti (Legge Pelé).
Anno 2000: riaperta la via della proibizione
Nel 2000 venne riaperta la via della proibizione, rendendo nuovamente illegali i bingo. Successivamente, nel
2004, il presidente Da Silva, sotto la pressione degli scandali di corruzione che coinvolgevano il
suo governo, si avvalse di questa disposizione per revocare effettivamente le centinaia di licenze
delle sale bingo ancora operative all’epoca.
2018: il governo brasiliano attua una politica orientata allo sviluppo del mercato di gioco
Dopo anni di instabilità politica, squilibri nel mercato del gioco e incertezza economica, dal
2018 il governo brasiliano ha attuato una politica orientata allo sviluppo del mercato del gioco,
riconoscendolo come un motore strategico per l’economia del Paese. Questo processo è stato
sostenuto da una serie di riforme legislative necessarie a strutturare tale mercato.
Inizialmente, la Lei n. 13.756 del 12 dezembro 2018 aveva consentito una parziale legalizzazione
delle scommesse sportive, e con l’approvazione della Lei n. 14.790 del 29 dezembro sono state
gettate le basi per stabilire un quadro giuridico completo e consolidato per il mercato.
Conclusione
Come risulta evidente, la storia del gioco in Brasile è stata segnata, nel corso dei decenni,
dall’alternarsi dei veti imposti dal conservatorismo politico e sociale e delle aperture promosse
da governi che confidavano nella possibilità di istituire una regolamentazione ordinata di questo
settore.
Il tutto si è inoltre intrecciato con pratiche imprenditoriali prive di scrupoli, poste in essere da soggetti interessati esclusivamente al ritorno economico.
Nonostante ciò, negli ultimi anni sembra emergere un cambiamento di tendenza. La volontà dei
diversi partiti che compongono il panorama politico brasiliano appare oggi orientata allo
sviluppo industriale, al rafforzamento del Paese come potenza economica e alla creazione di
ricchezza nel lungo periodo.
In questo contesto, le riforme legislative in corso potrebbero gettare
le basi per un nuovo orizzonte nel settore del gioco, conciliando la necessità di stabilità e di
sviluppo normativo —che un’intera industria esige da oltre cento anni— con la naturale
protezione e tutela dei giocatori garantite da una regolamentazione solida e trasparente
Guillermo Alvarez Alvarez
Alain Lopez Royer

- Posted by Guillermo Alvarez Alvarez
- On 5 Gennaio 2026
