AI Act: dal 2 agosto più trasparenza sugli algoritmi e nuove tutele per i cittadini
Nuovi passi in avanti per l’applicazione dell’AI Act europeo. Il Regolamento è già entrato in vigore nell’agosto 2024 e alcune disposizioni sono operative dal 2025 ma, a far data dal 2 agosto, sono entrate in vigore ulteriori regole di trasparenza.
Trasparenza
Il primo principio è semplice: chi entra in contatto con un sistema di intelligenza artificiale deve poterlo sapere.
Chatbot, assistenti virtuali e altri sistemi destinati a interagire direttamente con le persone devono essere progettati in modo da informare l’utente che sta comunicando con una macchina, salvo che ciò risulti già evidente dalle circostanze.
La trasparenza riguarda anche i contenuti. I fornitori di sistemi che generano testi, immagini, audio o video devono rendere gli output identificabili come artificiali. Chi utilizza l’AI per realizzare o manipolare deepfake deve inoltre dichiararne chiaramente l’origine artificiale. Un obbligo analogo riguarda, con specifiche eccezioni, i testi generati o manipolati dall’AI e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse generale.
L’obiettivo non è vietare i contenuti artificiali, ma impedire che vengano presentati come autentici o umani senza un’adeguata segnalazione. Diventa quindi centrale il diritto di sapere se a scrivere, parlare o creare un contenuto sia stata una persona oppure un sistema automatico.
Decisioni e diritto alla spiegazione
Un secondo profilo riguarda le decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone. L’articolo 86 dell’AI Act riconosce, in determinate circostanze, il diritto a ottenere una spiegazione quando una decisione si basa sull’output di un sistema di AI ad alto rischio e produce effetti giuridici o conseguenze analogamente significative e pregiudizievoli.
In questi casi non è sufficiente comunicare soltanto l’esito. L’interessato può chiedere una spiegazione chiara e significativa sul ruolo svolto dal sistema e sui principali elementi che hanno condotto alla decisione.
Ciò non equivale al diritto di conoscere ogni riga di codice, tutti i parametri del modello o i segreti industriali del fornitore. La spiegazione deve rendere comprensibile il processo e permettere al cittadino di valutare ed eventualmente contestare il risultato.
L’AI Act richiede inoltre forme effettive di sorveglianza umana per i sistemi ad alto rischio, affinché le persone incaricate possano comprendere gli output, individuare anomalie e, quando necessario, correggere o interrompere il sistema. Benché il diritto a richiedere l’intervento umano trovi il proprio fondamento principalmente nell’articolo 22 del GDPR, che tutela gli interessati dalle decisioni basate unicamente sul trattamento automatizzato, l’AI Act si inserisce in questo quadro, integrandone il sistema di tutele.
Imprese, amministrazioni e sanzioni
Le conseguenze per imprese e pubbliche amministrazioni sono rilevanti. Non sarà sufficiente acquistare un software e affidarsi passivamente al risultato: occorrerà comprenderne la funzione, verificare gli obblighi applicabili, formare il personale e predisporre procedure di controllo.
In particolare, l’algoritmo potrà assistere la pubblica amministrazione, ma non dovrà trasformarsi in una fonte di decisioni incontestabili, incomprensibili e prive di una responsabilità chiaramente individuabile.
Anche le sanzioni possono essere significative.
Ai sensi degli articoli 99 e 101 dell’AI Act, le violazioni del Regolamento sono punite con sanzioni fino a 15 milioni di euro o, per le imprese, fino al 3% del fatturato annuo globale, se superiore. Per le pratiche vietate il limite sale a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale.
L’AI Act non mira a frenare l’innovazione, bensì a rendere l’uso dell’ intelligenza artificiale più trasparente e affidabile. La conoscenza del ruolo svolto dall’ IA e la possibilità di comprendere e contestare le decisioni automatizzate costituiscono oggi elementi essenziali per rafforzare la fiducia nelle nuove tecnologie.

- Posted by Angelo Vito Falsini
- On 3 Settembre 2026
