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	<title>imprese Archivi - MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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	<title>imprese Archivi - MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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		<title>Internazionalizzazione mediante la costituzione di reti d&#8217;impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Flati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 11:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto societario e commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Flati]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Reti di impresa]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato già discusso come le Reti di Impresa siano un meccanismo virtuoso di collaborazione utilizzato dalle imprese per superare l’immobilismo e l’isolamento che la Pandemia da Covid 19 aveva imposto a tutti i livelli dell’economia italiana e mondiale ( https://www.meplaw.net/le-reti-dimprese-meccanismo-di-collaborazione-post-covid/) Inoltre, secondo l’art. 3, co. 4-ter del D.L. n°5/2009, con il contratto di rete [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/internazionalizzazione-mediante-la-costituzione-di-reti-dimpresa/">Internazionalizzazione mediante la costituzione di reti d&#8217;impresa</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato già discusso come le Reti di Impresa siano un meccanismo virtuoso di collaborazione utilizzato dalle imprese per superare l’immobilismo e l’isolamento che la Pandemia da Covid 19 aveva imposto a tutti i livelli dell’economia italiana e mondiale ( <a href="https://www.meplaw.net/le-reti-dimprese-meccanismo-di-collaborazione-post-covid/">https://www.meplaw.net/le-reti-dimprese-meccanismo-di-collaborazione-post-covid/</a>)</p>
<p>Inoltre, secondo l’art. 3, co. 4-ter del D.L. n°5/2009, con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa <strong>( <a href="https://www.meplaw.net/principio-di-solidarieta-automatica-nelle-reti-di-impresa/">https://www.meplaw.net/principio-di-solidarieta-automatica-nelle-reti-di-impresa/</a>)</strong></p>
<h4>Reti d&#8217;impresa e internazionalizzazione</h4>
<p>E’ necessario tuttavia esaminare un’altra straordinaria opportunità che l’aggregazione in <strong>Reti di impresa</strong> è in grado di fornire alle PMI: <strong>l’internazionalizzazione</strong>.</p>
<p>Una singola impresa, rimanendo isolata, per quanto solida ed intraprendente, non potrebbe mai raggiungere grandi obiettivi sui <strong>mercati internazionali</strong> in tempi brevi; ma quella stessa impresa, aggregandosi con altre aziende e presentandosi sotto un’unica compagine, moltiplicherebbe esponenzialmente le proprie potenzialità di <strong>internazionalizzazione</strong> ed i profitti.</p>
<p>L’aggregazione in <strong>Reti di impresa</strong>, diversamente da altre forme giuridiche che consentono lo schieramento multiplo di entità economiche è uno strumento di sviluppo alternativo alla ‘struttura societaria’ che lascia piena autonomia alle partecipanti, le quali hanno come unico scopo l’attuazione di un Programma progettuale che loro stesse hanno liberamente definito.</p>
<p>Una formazione di imprenditori in Rete, consente alle partecipanti di aumentare la propria competitività, superando i limiti dimensionali, economici ed una visione territoriale dell’impresa, pur nel rispetto delle caratteristiche di pregio e qualità di ciascuna di esse e la propria ‘biodiversità’ produttiva.</p>
<p>Alle Reti, infatti, possono aderire anche <strong>società estere</strong> ed <strong>Enti pubblici</strong>, purchè iscritti nel <strong>Registro delle Imprese</strong> ed allora, entrare in contatto all’interno di una Rete con società transnazionali o ad esempio con Istituti di Ricerca ad ordinamento pubblico, consente di sviluppare nuove tecniche e creare alleanze commerciali per piazzare sui mercati esteri l’eccellenza creata, prodotta o fornita da piccoli imprenditori italiani.</p>
<p>In sostanza, lo schieramento in Rete consente di innovare ed esportare in ogni parte del mondo ciò che il più piccolo imprenditore possa mettere in gioco.</p>
<p>Si può <strong>internazionalizzare</strong> l’attività del piccolo artigiano, dell’artista, quella della libera professione o della ricerca, oltre a qualsiasi altra che produca o fornisca servizi, purchè si sia assunta la veste di impresa, anche con tale attività non in prevalenza e si sia iscritti nel Registro delle Imprese per poi costituire od aderire ad una Rete, che come già detto, consente peraltro di far condividere il personale senza incorrere nella violazione delle norme sulla interposizione fittizia di manodopera e volendo, di mettere a fattor comune beni, manufatti, immobili o strumenti aziendali.</p>
<p>L’ideatore di una Rete di Imprese, dunque, deve avere – oltre alla conoscenza giuridica &#8211; una visione dei potenziali aggregati delle imprese che vogliono formare una Rete, proiettata al futuro, all’assenza di limiti spaziali, ispirata da ciò che insieme potrebbero realizzare e che non si limiti a riprodurre in forma ciclostilata le strutture standard utilizzate per la costituzione di società a responsabilità limitata, SPA, Consorzi, Joint ventures o contratti di partenariato, che non sono schemi elastici e non forniscono l’accesso alla creatività imprenditoriale.</p>
<p><strong>Avv. Cristina Flati</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2021/08/Cristina-Flati_.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/cristina-flati/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cristina Flati</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/internazionalizzazione-mediante-la-costituzione-di-reti-dimpresa/">Internazionalizzazione mediante la costituzione di reti d&#8217;impresa</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>La certificazione sulla Parità di genere per le imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia Sprovieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 14:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Amalia Sprovieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Parità salariale]]></category>
		<category><![CDATA[Parità tra i sessi]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di gestione per la parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Ecco come funziona in base alle linee guida della Prassi di Riferimento UNI /PDR 125:2022 A decorrere dal 1° gennaio 2022 le imprese datrici di lavoro dovranno attestare l&#8217;effettiva adozione di politiche e misure concrete finalizzate a ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong> Ecco come funziona in base alle linee guida della Prassi di Riferimento UNI /PDR 125:2022</strong></h4>
<p>A decorrere dal 1° gennaio 2022 le imprese datrici di lavoro dovranno attestare l&#8217;effettiva adozione di politiche e misure concrete finalizzate a ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità.</p>
<p>Alle aziende private che siano in possesso della <strong>certificazione della parità</strong> <strong>di genere</strong> è concesso, nel limite di uno stanziamento pari a 50 milioni di euro, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali.</p>
<p>Inoltre, alle aziende private che, alla data del 31 dicembre dell&#8217;anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della <strong>certificazione della parità di genere</strong>, verrà riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, di proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.</p>
<p>In questo senso, una spinta importante è stata data con le Linee Guida sul Sistema di <strong>Gestione per la Parità di Genere</strong>, varate dal Dipartimento delle Parti Opportunità della Presidenza del Consiglio, il 16 marzo 2022.</p>
<p>Le imprese sono spinte verso il raggiungimento della parità di genere potendo scegliere autonomamente modi ed iniziative e saranno valutate mediante i c.d. <em>Key Performance Indicators</em> .  In sostanza i principi di parità di genere e di rispetto delle diversità devono integrare negli obiettivi aziendali ed è quindi necessario per le organizzazioni dotarsi di strumenti adeguati. Questi strumenti sono stati individuati sostanzialmente ne:</p>
<ul>
<li>la <strong>certificazione sulla parità di genere</strong> con seri benefici in termini reputazionali;</li>
<li>l’accesso a decontribuzione entro determinati tetti;</li>
<li>la premialità in caso di partecipazione agli appalti del Pnrr.</li>
</ul>
<p>L’ottica permane quella meramente premiale e non sanzionatoria, nel solco della c.d. responsabilizzazione e si fonda in parte sul sistema delle deleghe come accade in materia di sicurezza, ed in parte attraverso un procedimento di adeguamento, già noto a chi si occupa di <em>privacy</em>.</p>
<p>Esisterà dunque un Comitato Guida formato da un delegato dalla proprietà o dall’amministratore delegato, il direttore del personale o figura equipollente che individua ed adotta il piano strategico per ottenere la parità di genere e ne monitorano applicazione e la durata nel tempo, un sistema di audit interno che monitora l’applicazione del piano ed audit esterni rimessi agli Organismi di Certificazione.</p>
<p>I principi di <em>gender equality</em> da seguire dovranno essere articolati sull’intero percorso professionale e fasi di vita delle lavoratrici, dal momento del <em>recruiting</em> fino al pensionamento, con l’obiettivo non solo di aumentare la presenza femminile all’interno del contesto lavorativo, ma anche di g<strong>arantire pari opportunità di carriera fino ai più importanti ruoli apicali, pari trattamento economico, condizioni di <em>work-life balance</em> adeguate alle diverse fasi di vita e proattive nel riequilibrio dei carichi familiari tra uomini e donne,</strong> nonché un ambiente di lavoro che rifiuti stereotipi, discriminazioni, ogni forma di abuso fisico, verbale, digitale e proponga invece una cultura della diversità e dell’inclusione.</p>
<p>La Prassi di Riferimento UNI 125 2022 delinea i requisiti per ottenere la <strong>certificazione sulla parità di genere</strong> e prevede la <strong>misurazione, la rendicontazione e la valutazione dei dati relativi al genere nelle organizzazioni</strong> attraverso la predisposizione di specifici KPI<em> Key Performance Indicators</em>. Il sistema funziona per incentivi, secondo un meccanismo di premialità nei confronti delle organizzazioni che adottino un sistema di gestione per la parità di genere, con l’obiettivo di traghettare le organizzazioni italiane verso un modello che promuove la <strong>parità tra i sessi</strong> e la creazione di maggiore valore sostenibile.</p>
<p>Gli indicatori sono suddivisi in sei macro-aree di indicatori attinenti alle differenti variabili per identificare le organizzazioni inclusive e meritevoli di ottenere detta certificazione. Le aziende che potranno essere certificate si dividono in 4 fasce o <em>cluster</em> (micro, piccola, media e grande e variano in funzione agli addetti da 1 a 9 per la prima ad oltre 250 per la grande).</p>
<p>Fatto 100 il totale del peso delle differenti aree, ogni area è contraddistinta da un peso percentuale: il raggiungimento dell&#8217;asticella del 60% abilita alla certificazione. Per ciascuna Area di valutazione sono stati identificati degli specifici KPI attraverso i quali misurare il grado di maturità dell’organizzazione mediante un monitoraggio annuale e una verifica ogni due anni, per dare evidenza del miglioramento ottenuto grazie alla varietà degli interventi messi in atto o del <em>remediation plan</em> attivato. Le Aree sono:</p>
<p>1.<strong>Cultura e strategia:</strong> è l’area volta a misurare che i principi e gli obiettivi di inclusione, parità di genere e attenzione alla <em>gender diversity</em> dell&#8217;organizzazione siano coerenti con la sua visione, le finalità e i valori che caratterizzano l’ambiente di lavoro. Ha sette indicatori, tra i quali ad esempio lo sviluppo di un ambiente di lavoro inclusivo, la possibilità di esprimere, anche in modalità anonima, le proprie opinioni e dare suggerimenti per il cambiamento, attività di comunicazione interna e di sensibilizzazione che promuovano l’utilizzo di comportamenti e di un linguaggio in grado di garantire un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle diversità di genere</p>
<ol start="2">
<li><strong>Governance:</strong> è l’area volta a misurare il grado di maturità del modello di <em>governance </em>dell’organizzazione volto a definire gli adeguati presidi organizzativi e la presenza del genere di minoranza negli organi di indirizzo e controllo dell’organizzazione nonché la presenza di processi volti a identificare e porre rimedio a qualsiasi evento di non inclusione. Il peso dell’Area rispetto alla valutazione complessiva è pari al 15%. Gli indicatori attinenti a questa area sono 5, tra cui ad esempio la presenza di un <em>budget</em> dell&#8217;organizzazione per lo sviluppo di attività a supporto dell&#8217;inclusione, la presenza di esponenti del sesso meno rappresentato nell&#8217;organo amministrativo e di controllo;</li>
<li><strong>Processi HR:</strong> è l’area volta a misurare il grado di maturità dei principali processi in ambito HR, relativi ai diversi stadi che caratterizzano il ciclo di vita di una risorsa nell’organizzazione e che si dovrebbero basare su principi di inclusione e rispetto delle diversità. Il peso dell’Area rispetto alla valutazione complessiva è pari al 10%. Gli indicatori attinenti a questa area sono 6, tra cui ad esempio, la presenza di meccanismi di analisi del <em>turnover</em> in base al genere, la presenza di politiche di mobilità interna e di successione a posizioni manageriali, la presenza di referenti e prassi aziendali a tutela dell’ambiente di lavoro, con particolare riferimento ed episodi di molestie o <em>mobbing;</em></li>
<li><strong>Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere:</strong> è l’area volta a misurare il grado di maturità delle organizzazioni in relazione all’accesso neutrale dei generi ai percorsi di carriera e di crescita interni e la relativa accelerazione. Il peso dell’Area rispetto alla valutazione complessiva è pari al 20%. Gli indicatori attinenti a questa area sono 7, tra cui ad esempio la percentuale di donne nell&#8217;organizzazione rispetto alla totalità dell&#8217;organico, la prima linea di riporto al vertice dell’organizzazione, la percentuale di donne nell&#8217;organizzazione con qualifica di dirigente;</li>
<li><strong>Equità remunerativa per genere:</strong> è l’area volta a misurare il grado di maturità delle organizzazioni in relazione al differenziale retributivo in logica di <em>total reward</em> comprendente quindi anche compensi non monetari quali sistemi di <em>welfare </em>e<em> well-being</em>. Il peso dell’Area rispetto alla valutazione complessiva è pari al 20%. Gli indicatori attinenti a questa area sono 3, tra cui ad esempio la percentuale di differenza retributiva per medesimo livello inquadramentale per genere e a parità di competenze (esclusi straordinari e <em>benefit</em>), la percentuale promozioni donne su base annua la percentuale donne con remunerazione variabile per assicurare la corresponsione del salario variabile in maniera equa.</li>
<li><strong>Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro:</strong> è l’area volta a misurare il grado di maturità delle organizzazioni in relazione alla presenza di politiche a sostegno della genitorialità nelle diverse forme e l’adozione di procedure che facilitino e supportino la presenza anche di donne con figli e figlie in età prescolare. Il peso dell’Area rispetto alla valutazione complessiva è pari al 20%. Gli indicatori attinenti a questa area sono 5, tra cui ad esempio, la presenza di servizi dedicati al rientro post maternità/paternità quali ad esempio: procedure/attività per il <em>back to work</em>, <em>coaching</em>, <em>part-time</em> su richiesta temporaneo e reversibile, <em>smart workin</em>g, la presenza di <em>policy</em>, oltre il CCNL di riferimento, dedicate alla tutela della maternità/ paternità e servizi per favorire la conciliazione dei tempi di vita personale e lavorativa, il rapporto tra il numero dei beneficiari uomini effettivi sul totale dei beneficiari potenziali dei congedi di paternità, il rapporto tra numero di giorni medio di congedo di paternità obbligatorio fruiti e il totale di numero di giorni potenziale previsto dalla legge</li>
</ol>
<p>Le imprese, come detto, hanno ampio margine di autonomia nel raggiungimento dell’obiettivo. Un ulteriore aspetto pratico, da monitorare nel corso del 2022, sarà l&#8217;impatto che tali adempimenti avranno nell&#8217;ambito delle operazioni straordinarie: l&#8217;auspicio, infatti, è che la c<em>ompliance</em> alle previsioni della Legge n. 162 rappresenti un tassello di valore (anche) nella valutazione delle aziende. Ciò potrebbe contribuire ad accelerare il percorso verso un&#8217;effettiva parità di genere.</p>
<p>Amalia Sprovieri</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2022/01/foto-amalia-sprovieri-.jpeg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/amalia-sprovieri/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Amalia Sprovieri</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/la-certificazione-sulla-parita-di-genere-per-le-imprese/">La certificazione sulla Parità di genere per le imprese</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>Le Reti d&#8217;imprese : meccanismo di collaborazione post covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Flati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 16:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto societario e commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Principio di codatorialità]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Reti d&#8217;imprese sono un meccanismo virtuoso di collaborazione a cui le imprese hanno fatto ricorso durante la pandemia da Covid-19, creando sinergie ed interazioni significative, in grado di produrre reddito. La pandemia da Coronavirus ha costretto le persone ad un confino forzato e le imprese a fermare o rallentare le proprie attività, con gravi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Reti d&#8217;imprese</strong> sono un meccanismo virtuoso di collaborazione a cui le <strong>imprese</strong> hanno fatto ricorso durante la pandemia da <strong>Covid-19</strong>, creando sinergie ed interazioni significative, in grado di produrre reddito.</p>
<p>La pandemia da <strong>Coronavirus </strong>ha costretto le persone ad un confino forzato e le imprese a fermare o rallentare le proprie attività, con gravi ripercussioni sociali ed economiche per entrambi; tuttavia, paradossalmente, questo isolamento a cui tutti siamo stati soggetti, separandoci dagli affetti più cari, trasformando le nostre case in luoghi di lavoro, ha generato il suo opposto, ha alimentato e cresciuto in un certo senso l’eroe che avversa il male.</p>
<p>Questo eroe che si è opposto al distacco, all’estraniazione, all’immobilismo noto come <strong>Rete d&#8217;Impresa</strong> è uno strumento giuridico che crea aggregazione ed integrazione, attenzione per i bisogni della società, alimentando la sana concorrenza, sviluppando idee, innovazione e fatturato.</p>
<h4><strong>Caratteristiche delle Reti d&#8217;Imprese</strong></h4>
<p>Le imprese hanno messo a ‘fattor comune’ prodotti e servizi, personale e dotazioni sviluppando un modello organizzativo comune in grado di rispondere alla crisi con grande senso di responsabilità.</p>
<p>Dalla ‘riflessione’ è nata una ‘visione’ che ha introdotto nel mercato una catena di valori economici e sociali.</p>
<p>Se è vero che la normativa sulle <strong>Reti di Impresa</strong> risale al <strong>D.L. n. 5 del 2009</strong> è anche vero che è occorso un evento critico per scatenare le potenzialità di una norma della quale si diffidava ad ogni livello, tanto che la L. 77 del 2020 di conversione del Decreto ‘Rilancio’, all’art. 43 bis ha inserito una nuova fattispecie che consente di ricorrere al contratto di rete non solo per finalità di ‘crescita’ economica, ma – circostanza del tutto nuova -, per finalità ‘solidaristiche’, con l’obiettivo di conservare i livelli occupazionali intatti all’interno del mercato della Rete, mediante la condivisione del personale in carico alle retiste, l’inserimento o reinserimento dei lavoratori.</p>
<p>In realtà, proprio questo era l’obiettivo della norma che aveva introdotto il principio di ‘codatorialità’ nelle Reti di impresa, nella misura in cui il Legislatore aveva voluto inserire il comma 4 ter all’articolo 30 del D. Lgs. 276/2003; oggi, questo principio si è consolidato ed è assurto a valore sociale in grado di fronteggiare le ricadute occupazionali derivate dallo stato di emergenza.</p>
<p>La dinamica scaturita dall’evento pandemico ha insegnato alle imprese che ‘uno’ rimane ‘uno’ e ‘due’ creano ‘Rete’, l’eroe la cui abilità è in grado di isolare gli effetti negativi dovuti alla crisi pandemica.</p>
<p><strong>Cristina Flati</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2021/08/Cristina-Flati_.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/cristina-flati/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Cristina Flati</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/le-reti-dimprese-meccanismo-di-collaborazione-post-covid/">Le Reti d&#8217;imprese : meccanismo di collaborazione post covid</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>CORONAVIRUS: STRUMENTI ED AIUTI PER LE PMI</title>
		<link>https://www.meplaw.net/coronavirus-strumenti-ed-aiuti-per-le-pmi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 10:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto societario e commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Centrale di Garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Nuvoletto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lockdown imposto dal Coronavirus ha danneggiato notevolmente le PMI italiane, che stanno fronteggiando una vera e propria crisi di liquidità. Lo Stato Italiano ha da subito espresso vicinanza a tali categorie, prevedendo degli “aiuti economici”. Il primo passo trova applicazione nel Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 c.d. “Decreto Liquidità”, che si pone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lockdown imposto dal <strong>Coronavirus</strong> ha danneggiato notevolmente le <strong>PMI</strong> italiane, che stanno fronteggiando una vera e propria crisi di liquidità. Lo Stato Italiano ha da subito espresso vicinanza a tali categorie, prevedendo degli “aiuti economici”.</p>
<p>Il primo passo trova applicazione nel <strong>Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020</strong> c.d. “Decreto Liquidità”, che si pone come “poderoso intervento” in risposta alla crisi economica creatasi, attraverso <strong>prestiti garantiti dal Fondo centrale di Garanzia</strong>. E’ doveroso precisare che tale supporto alle imprese <strong>non è</strong> né <strong>una somma di denaro stanziata dallo Stato e dispensata alle imprese a fondo perduto</strong>, né <strong>un prestito a tasso zero.</strong></p>
<p>Come previsto dal DL liquidità, sono stati stanziati 10 miliardi di euro in favore delle imprese da concedersi sotto forma di <strong>prestito bancario garantito dallo Stato</strong> a “condizioni agevolate”. Tale prestito può essere erogato per un importo massimo pari al 25 % del fatturato dell’anno 2019 con un limite massimo di <strong><u>25mila euro.</u></strong></p>
<p><strong><u>Il prestito dunque </u></strong> non viene concesso per un importo pari a  25.000 euro, ma è erogabile nella misura massima di 25000 euro, importo che sarà variabile a seconda del fatturato del 2019. Per esempio se il fatturato di un’azienda del 2019 è di 100.000 euro l’impresa potrà chiedere 25.000 euro, mentre se ha fatturato 50.000 euro potrà chiederne al massimo 12.500.</p>
<p>La garanzia è gratuita e le spese per le commissioni sono fissate dalla legge.</p>
<p>In merito agli interessi il prestito ha delle condizioni davvero agevolate, infatti il tasso di interessi è previsto nella misura minima percentuale dello 0,5 % e massima dell’1,5%, cui si devono aggiungere le commissioni, sempre tassativamente imposte per legge e non modificabili dagli istituti bancari.</p>
<p>Le somme prese a prestito devono essere restituite in 6 anni: <strong>i primi 2 anni</strong> si pagherà solo<strong> il pre-ammortamento</strong>, solo dal venticinquesimo mese si pagherà la rata intera.</p>
<p>Per l’erogazione del prestito di 25.000 euro (ammesso che venga erogato per intero) è prevista un’istruttoria bancaria più “veloce”, proprio per permettere alle PMI di non trovare ostacoli burocratici nell’accesso al credito.</p>
<p>Non andrà comunque esclusa la valutazione del rating aziendale, l’art. 1 infatti prevede che l’impresa richiedente abbia questi requisiti soggettivi:</p>
<ul>
<li>il fatturato dei mesi di marzo 2020 e aprile 2020 deve essere calato a causa dell’emergenza epidemiologica, e questo potrà essere dimostrato tramite documentazione tributaria (es: dichiarazione IVA) oppure con autocertificazione;</li>
<li>al 31 dicembre 2019 l&#8217;impresa beneficiaria non rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, del Regolamento (UE) n. 702/2014 del 25 giugno 2014 e del Regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014, e alla data del 29 febbraio 2020 non risultava presente tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario, come definite ai sensi della normativa europea”</li>
</ul>
<p>Sarà compito delle banche fare una valutazione sulla probabilità di adempimento dell’azienda e munirsi di un estratto della CAI (Centrale d’Allarme Interbancaria) e della CRIF del titolare o del legale rappresentante.</p>
<p>Dal rating viene quindi esclusa “l&#8217;incapacità di pagare le tasse”, in quanto non viene presa in considerazione l’esistenza di una posizione debitoria fiscale, salvo che non siano state emesse misure cautelari (ipoteche o fermi amministrativi) o esecutive (pignoramenti).</p>
<p>Dopo aver eseguito vari controlli l’istituto di credito trasmetterà al Fondo di Garanzia la pratica perché venga completata l’istruttoria; se entrambe daranno risposta positiva, la somma verrà erogata.</p>
<p>Sicuramente la proposta finanziaria in termini economici è vantaggiosa ma ha anche delle condizioni stringenti per le<strong> PMI</strong> che richiedono il prestito, che devono essere ben tenute in considerazione:</p>
<ol>
<li>le somme erogate non devono e non possono essere utilizzate per pagare debiti bancari pregressi, possono essere destinate a sanare debiti di natura fiscale;</li>
<li>gli utili degli anni successivi non possono essere percepiti, solo reinvestiti e tenuti a garanzia della restituzione del prestito;</li>
<li>la gestione dell’occupazione del personale deve avvenire tramite accordi sindacali;</li>
<li>il finanziamento richiesto e coperto da garanzia deve essere destinato a sostenere i costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegato in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’azienda.</li>
</ol>
<p>Su tutto ciò vigilerà con molta attenzione la Guardia di Finanza perché in caso di mancato pagamento del debito, risponderà lo Stato che ha fornito la garanzia tramite <strong>il Fondo Centrale di Garanzia.</strong></p>
<p>In merito dunque alla garanzia, l’Istituto Bancario potrà escuterla in caso di mancata restituzione del debito da parte dell’imprenditore; il <strong>Fondo Centrale di Garanzia</strong> rifonderà il prestito, successivamente iscriverà a ruolo il debito nei confronti del debitore e utilizzerà gli strumenti di riscossione tipici del meccanismo di recupero del credito tributario.</p>
<p>In conclusione dunque la proposta del prestito per le <strong>PMI</strong> risulta allettante sul piano finanziario, sia per il tasso di interesse, sia per il lungo periodo di pre-ammortamento, che permette alle aziende di avere 24 mesi di “respiro”.</p>
<p>Le imprese dovranno gestire cum grano salis le somme elargite, tenendo in considerazione le maglie stringenti soprattutto in ordine al reinvestimento degli utili, cui le piccole imprese, costituite nella forma della società in nome collettivo e società in accomandita semplice, non sono abituate, quindi dovranno probabilmente redigere un bilancio assimilabile a quello di una società di capitali per ottemperare al dettame e per poter anche dimostrare il reinvestimento degli utili tramite la propria contabilità tenuta perfettamente in ordine.</p>
<p>Sicuramente l’indebitamento non è la potenza di fuoco che un’impresa si sarebbe aspettata di fronte ad un’emergenza epidemiologica di tale portata, soprattutto perché impone ad aziende già molto deboli, di ricorrere ad un’ulteriore misura debitoria, imponendo condizioni che negli anni avvenire andranno a rallentare la burocrazia interna e il welfare.</p>
<p>Sembra comunque non essere un intervento pensato come risolutivo e immediato, in quanto pare siano in arrivo sostegni a fondo perduto per le aziende. La speranza è che la situazione socio-economica possa migliorare velocemente e riportare le aziende italiane ad essere grandi ancora.</p>
<p><strong>Michela Nuvoletto</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2019/07/Logo-mep-def.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/meplaw/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">MepLaw</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/coronavirus-strumenti-ed-aiuti-per-le-pmi/">CORONAVIRUS: STRUMENTI ED AIUTI PER LE PMI</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>Financing &#038; Fundraising Department</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 12:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Financing and fundraising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nuovo Dipartimento Finanziamenti L’F&#38;F Department L’F&#38;F Department (Dipartimento di Financing &#38; Fundraising) nasce dall’esigenza dei nostri Clienti di ottenere dei finanziamenti per le imprese, le Onlus e i singoli progetti nati dalla combinazione del loro talento ed esperienza. Per questo, abbiamo pensato ad un&#8217;offerta molto ampia che possa soddisfare le esigenze di tutte le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/financing-fundraising-department-2/">Financing &amp; Fundraising Department</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><u>Il Nuovo Dipartimento Finanziamenti</u></strong></h3>
<p><strong>L’F&amp;F Department</strong></p>
<p>L’F&amp;F Department (Dipartimento di Financing &amp; Fundraising) nasce dall’esigenza dei nostri Clienti di ottenere dei finanziamenti per le imprese, le Onlus e i singoli progetti nati dalla combinazione del loro talento ed esperienza.</p>
<p>Per questo, abbiamo pensato ad un&#8217;offerta molto ampia che possa soddisfare le esigenze di tutte le attività, siano esse imprenditoriali o fondate su uno spirito volontaristico-assistenzialista tipico delle Organizzazioni Senza Scopo di Lucro.</p>
<p>Contattando i nostri specialisti potrai:</p>
<ul>
<li>sapere della presenza di incentivi europei per la tua attività;</li>
<li>scoprire se l’attività da finanziare rientra fra quelle sostenute da fondi nazionali;</li>
<li>conoscere tutti gli incentivi regionali disponibili;</li>
<li>valutare le opportunità di una campagna di crowdfunding tagliata sulla tua attività;</li>
<li>proporre il finanziamento della tua attività a possibili soci, partner e sponsor privati.<strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong>Il Financing</strong></p>
<p>Il <u>financing</u> (finanziamento) è il processo di fornitura di fondi per attività commerciali, acquisti o investimenti. Le istituzioni finanziarie come le banche svolgono attività di fornitura di capitali a imprese, consumatori e investitori per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. L&#8217;utilizzo del finanziamento è di vitale importanza in qualsiasi sistema economico, in quanto consente alle aziende di acquistare prodotti fuori dalla loro portata immediata. In altre parole, il finanziamento è un modo per sfruttare il valore del denaro in termini di tempo, per destinare i futuri flussi di denaro attesi ai progetti avviati oggi. Il finanziamento sfrutta anche il fatto che alcuni avranno un surplus di denaro che desiderano mettere in opera per generare rendimenti, mentre altri richiedono denaro per intraprendere investimenti (anche con la speranza di generare ritorni), creando un mercato per il denaro.</p>
<p>Esistono due principali tipi di finanziamento disponibili per le società: debito e capitale (equity). Il debito è un prestito che deve essere rimborsato spesso con gli interessi, ma in genere è più economico del reperimento di capitale a causa di considerazioni sulla detrazione fiscale. Il capitale netto non ha bisogno di essere restituito, ma rinvia le quote di proprietà all&#8217;azionista. Sia il debito che l&#8217;equity hanno i loro vantaggi e svantaggi. La maggior parte delle aziende utilizza una combinazione di entrambi per finanziare le operazioni.</p>
<p><strong>Il Fundraising</strong></p>
<p>Il <u>fundraising</u> (finanziamento) è l’attività di ricerca dei fondi necessari al funzionamento di enti non profit, svolta sia direttamente da questi, sia da società specializzate. I fondi provengono da enti pubblici, imprese, fondazioni e persone fisiche. Il fundraising è spesso favorito da agevolazioni fiscali per il donatore. La gestione del fundraising comporta la stima del fabbisogno necessario per mantenere l’organizzazione e raggiungerne gli obiettivi, la ricerca dei donatori e la scelta della tecnica idonea alla raccolta.</p>
<p>La contribuzione dei donatori avviene in diversi modi: aste e lotterie benefiche; pagamento di quote associative; grandi donazioni e lasciti ereditari che conseguono alla fidelizzazione stretta degli associati; o ancora finanziando progetti specifici. Nell’ultima tipologia rientrano le sponsorizzazioni, ovvero il sostegno di eventi sportivi e culturali da parte di imprese ed enti.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2019/07/Logo-mep-def.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/meplaw/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">MepLaw</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/financing-fundraising-department-2/">Financing &amp; Fundraising Department</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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