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	<title>Emirati Arabi Archivi - MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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	<description>Studio Legale Made in Italy &#124; Roma &#124; Milano &#124; Londra &#124; Izmir &#124;</description>
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	<title>Emirati Arabi Archivi - MEPLAW.NET International Law Firm</title>
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		<title>L’Iniziativa Golden Visa 2025 degli EAU per i Proprietari di Yacht</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niloofar Foroozanfar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Eau]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Golden Visa]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietari di yacht]]></category>
		<category><![CDATA[Yacht]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono da sempre una delle destinazioni più ambite per chi cerca lusso, vantaggi fiscali e stabilità. Con la nuova iniziativa del 2025, Dubai e Abu Dhabi rendono il Paese ancora più attraente per i proprietari di yacht, offrendo un Golden Visa di 10 anni. Questo programma consente di ottenere una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Emirati Arabi Uniti (<strong>EAU</strong>) sono da sempre una delle destinazioni più ambite per chi cerca lusso, vantaggi fiscali e stabilità. Con la nuova iniziativa del 2025, Dubai e Abu Dhabi rendono il Paese ancora più attraente per i proprietari di yacht, offrendo un <strong>Golden Visa</strong> di 10 anni. Questo programma consente di ottenere una<strong> residenza a lungo termine</strong> senza la necessità di uno sponsor o di un datore di lavoro, rendendo più semplice che mai per gli yacht owner godere di tutto ciò che gli Emirati hanno da offrire.</p>
<h4><strong>Chi può fare domanda?</strong></h4>
<p>L’iniziativa si rivolge ai proprietari e ai principali operatori del settore nautico di lusso, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>Proprietari di superyacht</strong>, ovvero persone fisiche che possiedono yacht privati di almeno 40 metri di lunghezza, categoria principale prevista dai programmi annunciati. Tuttavia, la semplice proprietà non è sempre sufficiente; è normalmente richiesta una connessione concreta con gli EAU.</li>
<li><strong>Dirigenti e investitori del settore marittimo</strong>, come CEO, azionisti principali di cantieri o società di gestione, agenti centrali di yacht e altre figure dirigenziali del settore.</li>
<li><strong>Fornitori di servizi nautici</strong>, ossia professionisti attivi nei settori della manutenzione, intermediazione, assicurazione e gestione di yacht, che dimostrino un contributo economico significativo al comparto marittimo degli Emirati.</li>
<li><strong>Familiari</strong>, poiché il Golden Visa consente al titolare di sponsorizzare i propri familiari diretti (coniuge e figli) con lo stesso status di residenza.</li>
</ul>
<h4><strong>Come fare domanda</strong><strong>?</strong></h4>
<p>Il <strong>Golden Visa</strong> è un permesso di residenza federale, valido in tutti gli Emirati, ma i canali di candidatura variano a seconda dell’emirato. In pratica, esistono due principali percorsi operativi per i candidati del settore nautico:</p>
<p><strong>A — Abu Dhabi: il percorso di nomina “Golden Quay”</strong></p>
<p>Abu Dhabi ha introdotto un programma settoriale specifico, chiamato “Golden Quay to Abu Dhabi”, che include esplicitamente i proprietari di superyacht e i professionisti di alto livello del settore marittimo. Il programma è gestito in collaborazione con Yas Marina e l’Abu Dhabi Investment Office (ADIO).</p>
<p>I candidati idonei vengono nominati tramite Yas Marina (o un altro partner del programma). Yas Marina inoltra le domande e la documentazione di supporto all’ADIO per la verifica e l’approvazione. L’ADIO coordina poi con l’autorità federale per l’immigrazione per completare l’emissione del Golden Visa una volta approvata la nomina.</p>
<p><strong>B — Dubai e i canali federali (GDRFA / ICP)</strong></p>
<p>Dubai gestisce le domande di Golden Visa tramite la General Directorate of Residency and Foreigners Affairs – Dubai (GDRFA) e attraverso il portale federale ICP (Federal Authority for Identity, Citizenship, Customs &amp; Port Security). Le zone marittime e le free zone di Dubai (come Dubai Maritime City e Dubai Harbour) possono facilitare la candidatura o fornire supporto documentale.</p>
<p>I candidati che possiedono un legame con gli Emirati (ad esempio una presenza aziendale, yacht registrato o ormeggiato negli EAU, o un contributo riconosciuto al settore) possono presentare domanda direttamente tramite GDRFA o ICP. Le autorità di Dubai esamineranno la documentazione e, se necessario, potranno ricevere nomine dai soggetti del settore marittimo.</p>
<h4><strong>Documentazione richiesta</strong></h4>
<ul>
<li>Prova di proprietà dello yacht (atto di vendita o titolo di proprietà);</li>
<li>Documenti tecnici che confermino la lunghezza e le specifiche dello yacht (almeno 40 metri, ove applicabile);</li>
<li>Prova che lo yacht sia registrato, ormeggiato o gestito negli EAU (certificati di registro, contratti di marina o gestione);</li>
<li>Documenti di identità personale (passaporto valido) e documentazione societaria (visura, elenco azionisti) se rilevante;</li>
<li>Documentazione familiare (certificato di matrimonio, certificati di nascita dei figli) nel caso di sponsorship familiare.</li>
</ul>
<h4><strong>Quali vantaggi offre il Golden Visa</strong></h4>
<p>I candidati approvati attraverso i canali dedicati al settore nautico ottengono:</p>
<ul>
<li>Un visto di residenza di 10 anni, rinnovabile e valido in tutti gli Emirati.</li>
<li>Nessun obbligo di avere uno sponsor o un datore di lavoro.</li>
<li>Possibilità di sponsorizzare coniuge e figli.</li>
<li>Maggiore stabilità e pianificazione a lungo termine, con accesso al sistema bancario degli EAU, possibilità di acquistare proprietà (soggetto alle normative locali) e di sviluppare attività economiche nel Paese.</li>
</ul>
<p>Se avete bisogno di assistenza nella valutazione dei requisiti, nella preparazione della documentazione o nell’intera procedura di<strong> richiesta del Golden Visa degli Emirati Arabi Uniti</strong> per i proprietari di yacht, il team internazionale di MEPLAW è pronto ad assistervi in ogni fase, con precisione e riservatezza.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2023/10/Niloofar-foroozanfar-d.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/niloofar-foroozanfar/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Niloofar Foroozanfar</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/liniziativa-golden-visa-2025-degli-eau-per-i-proprietari-di-yacht/">L’Iniziativa Golden Visa 2025 degli EAU per i Proprietari di Yacht</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>Dubai: nuova autorità giudiziaria per la gestione dei conflitti giurisdizionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niloofar Foroozanfar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 13:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitti giurisdizionali]]></category>
		<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Niloofar Foroozanfar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 18 aprile 2024, il sovrano di Dubai ha introdotto una nuova Autorità giudiziaria per gestire i conflitti giurisdizionali tra i tribunali del DIFC e altri organi giudiziari di Dubai. Questa nuova autorità è stata creata con il Decreto di Dubai n. 29 del 2024 e sostituisce il precedente Comitato Giudiziario Congiunto. Il comitato è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 aprile 2024, il sovrano di Dubai ha introdotto una nuova Autorità giudiziaria per gestire i conflitti giurisdizionali tra i tribunali del DIFC e altri organi giudiziari di Dubai.</p>
<p>Questa nuova autorità è stata creata con il Decreto di Dubai n. 29 del 2024 e sostituisce il precedente Comitato Giudiziario Congiunto.</p>
<p>Il comitato è passato dal precedente ruolo di consulenza e decisione giudiziaria a quello di autorità finale per le controversie giurisdizionali a Dubai.</p>
<p>Il comitato è composto da giudici di alto livello provenienti dalle corti del DIFC e di Dubai e presieduto dal presidente della Corte di cassazione di Dubai.</p>
<p>Questo nuovo quadro normativo mira a fare maggiore chiarezza nella risoluzione dei conflitti tra le decisioni dei tribunali, rendendo i procedimenti giudiziari più fluidi ed efficienti, e si prevede che rafforzerà la fiducia nel sistema legale di Dubai fornendo un approccio più chiaro e unificato alla gestione delle controversie giurisdizionali.</p>
<p>Leggi l&#8217;intero articolo in lingua originale</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="XtC5M0RhWc"><p><a href="https://www.meplaw.net/en/dubai-new-judicial-authority-to-settle-jurisdictional-conflicts/">Dubai: new judicial authority to settle jurisdictional conflicts</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Dubai: new judicial authority to settle jurisdictional conflicts&#8221; &#8212; MEPLAW.NET International Law Firm" src="https://www.meplaw.net/en/dubai-new-judicial-authority-to-settle-jurisdictional-conflicts/embed/#?secret=xqS42Evlpf#?secret=XtC5M0RhWc" data-secret="XtC5M0RhWc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2023/10/Niloofar-foroozanfar-d.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/niloofar-foroozanfar/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Niloofar Foroozanfar</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/dubai-nuova-autorita-giudiziaria-per-la-gestione-dei-conflitti-giurisdizionali/">Dubai: nuova autorità giudiziaria per la gestione dei conflitti giurisdizionali</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>Nuove regole di emiratizzazione per le aziende che operano negli Emirati Arabi Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niloofar Foroozanfar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 10:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Eau]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Niloofar Foroozanfar]]></category>
		<category><![CDATA[nuove regole di emiratizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[regole per aziende negli Emirati Arabi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal giugno 2022, il Ministero delle Risorse Umane e dell&#8217;Emiratizzazione degli Emirati Arabi Uniti (MOHRE) ha introdotto le nuove regole di emiratizzazione con la decisione ministeriale 279 del 2022, in base alla quale le aziende con più di 50 dipendenti erano obbligate a mantenere un determinato tasso di emiratizzazione, calcolato come percentuale della loro forza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal giugno 2022, il Ministero delle Risorse Umane e dell&#8217;<strong>Emiratizzazione</strong> degli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> (MOHRE) ha introdotto le nuove regole di emiratizzazione con la decisione ministeriale 279 del 2022, in base alla quale le aziende con più di 50 dipendenti erano obbligate a mantenere un determinato tasso di emiratizzazione, calcolato come percentuale della loro forza lavoro qualificata. Recentemente, nel luglio 2023, le regole sono state riviste e questo range è stato cambiato in 20-49 dipendenti. Inoltre, il governo ha stabilito alcune sanzioni più severe per le aziende che non rispettano le regole.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo completo in lingua originale clicca sul seguente link:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="4645XlqbXH"><p><a href="https://www.meplaw.net/en/new-emiratization-rules-for-companies-operating-in-the-united-arab-emirates/">New Emiratization Rules for Companies Operating in the United Arab Emirates</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;New Emiratization Rules for Companies Operating in the United Arab Emirates&#8221; &#8212; MEPLAW.NET International Law Firm" src="https://www.meplaw.net/en/new-emiratization-rules-for-companies-operating-in-the-united-arab-emirates/embed/#?secret=bNNArIjH9o#?secret=4645XlqbXH" data-secret="4645XlqbXH" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2023/10/Niloofar-foroozanfar-d.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/niloofar-foroozanfar/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Niloofar Foroozanfar</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/nuove-regole-di-emiratizzazione-per-le-aziende-che-operano-negli-emirati-arabi-uniti/">Nuove regole di emiratizzazione per le aziende che operano negli Emirati Arabi Uniti</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>IL CONTRATTO DI AGENZIA NEL DIRITTO EMIRATINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alain López Royer]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 07:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Alain López Royer]]></category>
		<category><![CDATA[Commercial Agency Register del Ministry of Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto emiratino]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Commercial Agency Law]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Macchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli imprenditori che desiderano avviare un’attività negli Emirati Arabi Uniti devono prestare attenzione alle normative che regolano l&#8217;accesso a questo mercato. Di particolare importanza è la regolamentazione dei rapporti di agenzia commerciale introdotta dal Federal Commercial Agency Law No. 18 del 1981 che disciplina la commercializzazione e distribuzione di beni e servizi all’interno del territorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/il-contratto-di-agenzia-nel-diritto-emiratino/">IL CONTRATTO DI AGENZIA NEL DIRITTO EMIRATINO</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli imprenditori che desiderano avviare un’attività negli Emirati Arabi Uniti devono prestare attenzione alle normative che regolano l&#8217;accesso a questo mercato. Di particolare importanza è la regolamentazione dei rapporti di agenzia commerciale introdotta dal <strong>Federal Commercial Agency Law No. 18 del 1981</strong> che disciplina la commercializzazione e distribuzione di beni e servizi all’interno del territorio emiratino.</p>
<p>Occorre innanzitutto segnalare che questa legge ha <strong>carattere cogente</strong> e pertanto le disposizioni non sono derogabili in via pattizia.</p>
<p>Sebbene non esista una definizione di <strong>contratto di agenzia</strong>, l’art. 1 della <strong>legge sull’agenzia</strong> definisce:</p>
<ol>
<li><strong><em>Trade Agency</em></strong> ossia la rappresentanza che un agente assume nei confronti di un <em>principal</em> al fine di distribuire, vendere, promuovere un bene o un servizio in un determinato territorio dietro corrispettivo; e</li>
<li><strong><em>Principal</em></strong> ossia il produttore del bene o il prestatore del servizio che non promuove le vendite autonomamente in un determinato territorio.</li>
</ol>
<p>Dal dettato normativo si evince chiaramente il ruolo centrale dell’agente, che dovrà essere una persona fisica di <strong>nazionalità emiratina</strong> o una società la cui partecipazione al capitale sociale sia interamente emiratina. Tuttavia, con la Federal Law 11/2020 è stata introdotta la possibilità per le <strong><em>Joint Stock Companies</em></strong> che svolgono attività di agenzia commerciale di essere partecipate fino al <strong>49%</strong> da soggetti non emiratini.</p>
<p>Affinché sia considerato un <strong>contratto di agenzia</strong> l’accordo dovrà essere redatto per iscritto in lingua araba, oppure due lingue (inglese e arabo), autenticato da un notaio e iscritto presso il Commercial Agency Register del Ministry of Economy (MoE).</p>
<p>L&#8217;accordo deve indicare chiaramente il prodotto o il servizio in questione e il territorio di riferimento, sia esso uno, alcuni o tutti gli emirati, in quanto l&#8217;agente godrà <strong>dell&#8217;esclusiva</strong> su qualsiasi operazione commerciale destinata a promuovere il prodotto o il servizio in quel territorio (art. 5). Riconoscere un’esclusiva implica che il <em>Principal</em> non può né contrattare per conto proprio né ricorrere ad un altro agente in quel territorio (art. 23). Inoltre, l’art 7 prevede che l&#8217;agente riceva una <strong>commissione</strong> su tutte le operazioni di vendita effettuate in quel territorio, indipendentemente dal suo effettivo contributo alla transazione.</p>
<p>Dalla <strong>disciplina sul recesso</strong> si evince senza dubbio il carattere di favore accordato all’agente dalla Federal Commercial Agency Law. Ai sensi dell’art. 8 infatti “<em>The principal shall not be entitled to terminate the agency contract, unless there is a valid reason for termination, regardless that the period of agency contract is fixed”. </em></p>
<p><em> </em>In termini pratici, questo comporta che:</p>
<ol>
<li>Se il contratto è stipulato a tempo determinato, alla scadenza naturale si intenderà rinnovato per un periodo di ugual durata, salvo che il preponente invochi una giusta causa (<em>valid reason</em>) per impedire il rinnovo automatico;</li>
<li>Se il contratto è stipulato a tempo indeterminato, questo potrà essere risolto dal preponente solo in presenza di una giusta causa.</li>
</ol>
<p>In tale contesto appare evidente la necessità di una giusta causa per lo <strong>scioglimento del rapporto contrattuale</strong> e la giurisprudenza si è occupata di fornire una casistica, stabilendo come &#8220;<strong>validi motivi</strong>&#8220;, tra gli altri:</p>
<ol>
<li>Il mancato raggiungimento degli obiettivi di vendita, a condizione che siano stati stabiliti nell&#8217;accordo.</li>
<li>L&#8217;inadempimento del contratto in caso di violazione degli obblighi di concorrenza e di riservatezza.</li>
<li>Un comportamento dell&#8217;agente teso a provocare un danno all&#8217;immagine e alla reputazione del soggetto preponente.</li>
</ol>
<p>Inoltre, la legge prevede (art. 9) <strong>un&#8217;indennità per l&#8217;agente</strong> in caso di mancato rinnovo o scioglimento del contratto. La determinazione di tale indennità si basa su criteri quali la durata del contratto o il contributo dell&#8217;agente alla promozione dei beni e servizi. Si tratta indubbiamente di uno degli aspetti più delicati, in quanto la maggior parte delle controversie ha ad oggetto l&#8217;ammontare dell&#8217;indennizzo.</p>
<p>Arrivato a questo punto, è logico chiedersi cosa può fare un imprenditore che desidera investire negli Emirati Arabi Uniti per evitare gli aspetti più gravosi del <strong>contratto di agenzia</strong> e quali alternative ha a disposizione. Ci sono modi per proteggere la posizione dell&#8217;imprenditore nei confronti dell&#8217;agente emiratino, ma ci sono anche altre alternative al contratto di agenzia propriamente inteso:</p>
<ul>
<li><strong>Stabilire un rapporto di collaborazione commerciale, </strong>molto più flessibile, in base alla Federal Commercial Transaction Law n. 18/1993.</li>
<li><strong>Costituire una società onshore</strong> nel territorio “mainland” per vendere direttamente i propri prodotti o servizi.</li>
<li><strong>Sottoscrivere un accordo di joint venture</strong> (di tipo societario o contrattuale) con una società emiratina.</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000">Alain López Royer</span></p>
<p>Lorenzo Macchi</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2022/07/foto-alain-.jpeg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/alain-lopez-royer/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Alain López Royer</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/il-contratto-di-agenzia-nel-diritto-emiratino/">IL CONTRATTO DI AGENZIA NEL DIRITTO EMIRATINO</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>DUBAI E LA LEGGE SUI BENI VIRTUALI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Aniballi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 16:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Asset virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Aniballi]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 febbraio 2022 il sovrano di Dubai ha emesso la legge n. 4 del 2022 sulla regolamentazione dei beni virtuali nell&#8217;emirato di Dubai, entrata in vigore il giorno 11 marzo 2022. Per bene virtuale si intende una rappresentazione digitale di valore che può essere scambiata digitalmente, trasferita o utilizzata come strumento di scambio o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 febbraio 2022 il sovrano di <strong>Dubai</strong> ha emesso la legge n. 4 del 2022 sulla regolamentazione dei <strong>beni virtuali</strong> nell&#8217;<strong>emirato di Dubai</strong>, entrata in vigore il giorno 11 marzo 2022.</p>
<p>Per <strong>bene virtuale</strong> si intende una rappresentazione digitale di valore che può essere scambiata digitalmente, trasferita o utilizzata come strumento di scambio o di pagamento, o per scopi di investimento. Mentre il <strong>virtual token</strong> è una rappresentazione digitale di un insieme di diritti che possono essere offerti e scambiati digitalmente attraverso una piattaforma di <strong>asset virtuali</strong>.</p>
<p>Tale legge è la prima che a <strong>Dubai</strong> regola specificamente i <strong>beni virtuali</strong>, e segnatamente mira a creare un quadro giuridico avanzato per proteggere gli investitori e progettare gli standard internazionali per la governance dell&#8217;industria dei <strong>beni virtuali</strong>, onde promuovere la crescita responsabile del business sotto regolamenti prudenziali.</p>
<p>La legge è applicabile in tutto l&#8217;<strong>Emirato</strong>, comprese le zone di sviluppo speciale e le zone libere, ma non il Dubai International Financial Centre.</p>
<h4><u>Punti chiave</u></h4>
<p>La legge prevede l&#8217;istituzione della Dubai Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), un&#8217;entità pubblica incaricata di autorizzare le attività relative agli <strong>asset virtuali a Dubai </strong>e di stabilire le regole ed i controlli che disciplinano la condotta di tali attività. Di modo che, tale autorità sarà responsabile della regolamentazione, direzione e supervisione dell&#8217;emissione, dell&#8217;offerta e dei relativi processi di divulgazione di <strong>asset virtuali e NFT</strong>.</p>
<p>Fondamentalmente la citata autorità avrà, quindi, la finalità di sviluppare l&#8217;<strong>economia digitale nell&#8217;Emirato</strong>, contribuendo ad attrarre investimenti e incoraggiare le aziende che operano nel campo degli <strong>asset virtuali</strong> a basare il loro business nell&#8217;<strong>Emirato</strong>, nonché l’obiettivo di sviluppare i regolamenti necessari per la protezione degli investitori e dei commercianti di <strong>beni virtuali</strong>, e cercare di frenare le pratiche illegali in coordinamento con le entità interessate.</p>
<p>La VARA sarà affiliata alla Dubai Word Trade Centre Authority (DWTCA), l&#8217;ente pubblico che supervisiona la zona franca Dubai World Trade Centre, e avrà uno status giuridico e un&#8217;autonomia finanziaria e amministrativa, con una capacità indipendente e giuridica per proteggere e regolare, come menzionato, le parti interessate nei <strong>servizi di asset virtuali</strong>.</p>
<p>La legge stabilisce che qualsiasi persona fisica o giuridica che voglia offrire servizi di <strong>asset virtuali</strong> potrà farlo solo se avrà ottenuto una licenza dalla VARA, se opererà nell&#8217;<strong>Emirato di Dubai </strong>e se avrà una licenza commerciale dall&#8217;autorità pertinente in tale <strong>Emirato</strong>. Pertanto senza tali requisiti non potranno essere esercitate le seguenti attività: operare e gestire servizi di piattaforme di asset virtuali; servizi di scambio tra asset virtuali e valute, sia nazionali che estere; servizi di scambio tra una o più forme di attività virtuali; servizi di trasferimento di asset virtuali; servizi di custodia e gestione di asset virtuali; servizi relativi al portafoglio di attività virtuali; e servizi relativi all&#8217;offerta e al commercio di token virtuali.</p>
<p>In caso di violazione delle disposizioni della legge, l’autorità VARA potrà sospendere i permessi fino a sei mesi, annullarli, oppure coordinarsi con l&#8217;autorità competente per le licenze commerciali a Dubai per cancellare la licenza commerciale del trasgressore.</p>
<p>Tra le piattaforme di scambio di <strong>criptovalute</strong>, <strong>Binance</strong> è la prima ad aver ottenuto la licenza per operare a <strong>Dubai</strong>, e per ora sarà solo autorizzata ad offrire prodotti e servizi di scambio limitati a investitori qualificati e fornitori di servizi finanziari professionali a <strong>Dubai</strong>.</p>
<p>In quella che sembra una &#8220;corsa alla regolamentazione dei <strong>beni virtuali</strong>&#8220;, <strong>Dubai </strong>ha sicuramente dimostrato di voler ricoprire un ruolo cardine, essendo una delle poche giurisdizioni ad aver finalizzato e adottato una legge a tal riguardo, e di volersi assicurare una posizione di primazia non solo in Medio Oriente ma anche nel Continente Asiatico, in ragione della contrarietà da parte di Cina, Indonesia e India all’utilizzo di <strong>asset virtuali</strong>.</p>
<p>Matteo Aniballi</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2021/07/Foto-Matteo-aniballi.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/matteo-aniballi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Matteo Aniballi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.meplaw.net" target="_self" >www.meplaw.net</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/dubai-e-la-legge-sui-beni-virtuali/">DUBAI E LA LEGGE SUI BENI VIRTUALI</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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		<title>Marchi internazionali: dal 2022 anche negli Emirati Arabi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MepLaw]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 10:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Registrazione Marchi]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[WIPO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo anni di attesa anche gli Emirati Arabi Uniti (UAE) sono diventati uno stato firmatario del protocollo di Madrid. Pertanto, a partire dal 28 dicembre 2021, gli Emirati Arabi Uniti diventeranno ufficialmente il 109° stato a livello globale ad unirsi al Sistema di Madrid, il quale dà la possibilità di accedere ad una procedura per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/marchi-internazionali-dal-2022-anche-negli-emirati-arabi/">Marchi internazionali: dal 2022 anche negli Emirati Arabi</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di attesa anche gli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> (UAE) sono diventati uno stato firmatario del <strong>protocollo di Madrid</strong>. Pertanto, a partire dal 28 dicembre 2021, gli Emirati Arabi Uniti diventeranno ufficialmente il 109° stato a livello globale ad unirsi al <strong>Sistema di Madrid</strong>, il quale dà la possibilità di accedere ad una procedura per la <strong>registrazione dei marchi</strong> uniforme a tutti gli stati firmatari.</p>
<p>Nello specifico, l&#8217;adesione al <strong>Sistema di Madrid</strong> permetterà a chiunque ne abbia interesse di acquisire la protezione del proprio marchio anche negli EAU e in altri stati membri firmatari attraverso la certificazione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO), senza  dover registrare marchi nazionali o pagare le tasse degli agenti locali. In questo senso, il <strong>Sistema di Madrid</strong> offre uno “<em>Sportello unico</em>” ai titolari di <strong>marchi</strong> per ottenere e mantenere la protezione del proprio portafoglio marchi in più mercati.</p>
<p>Inoltre, la procedura di deposito anzidetta offre diversi vantaggi in quanto:</p>
<ul>
<li>i proprietari di <strong>marchi</strong> possono depositare una singola domanda in una lingua e pagare le tasse applicabili per assicurarsi la protezione del marchio in più territori;</li>
<li>i proprietari di <strong>march</strong>i potranno gestire il loro portafoglio di marchi a livello centrale, e facilitare l&#8217;espansione e la protezione del marchio in nuovi mercati;</li>
<li>amministrazione è razionalizzata e centralizzata: deposito, registrazione, rinnovo e manutenzione tutte presso lo stesso Ufficio;</li>
<li>risparmio di costi;</li>
<li>nessuna necessità di nominare rappresentanti locali in ogni paese designato;</li>
<li>nessuna formalità documentale (es. deposito di procure);</li>
<li>periodo di esame contenuto tra i 12 mesi e i 18 mesi.</li>
</ul>
<p>Fino ad oggi proteggere il proprio brand negli Emirai Arabi risultava estremamente complesso e costoso per le aziende che intendevano depositare domande di <strong>marchio internazionale</strong> a causa di una serie di formalità decisamente dispendiose che dovevano essere soddisfatte prima del deposito. Fortunatamente l&#8217;adesione al <strong>Protocollo di Madrid</strong> eliminerà queste barriere.</p>
<h4><strong>Il  protocollo di Madrid</strong></h4>
<p>Il protocollo di Madrid concernente la <strong>registrazione internazionale dei marchi</strong> è un trattato amministrato dall’Ufficio internazionale dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), con sede a Ginevra.</p>
<p>Adottato nel 1989 ed in vigore dall’aprile 1996, il protocollo è stato sottoscritto da molti paesi di tutto il mondo. Il sistema fornisce un metodo efficiente per ottenere una protezione internazionale estesa grazie al semplice deposito di una domanda direttamente presso l’ufficio nazionale o regionale competente in materia di marchi.</p>
<h4><strong>Come funziona il processo di domanda?</strong></h4>
<p>Prima di poter depositare una <strong>domanda internazionale</strong>, è necessario aver già registrato, o aver depositato una domanda, nell’ufficio nazionale o regionale di origine. La registrazione o la domanda è nota come marchio di base. È quindi necessario presentare la domanda internazionale attraverso questo stesso ufficio IP, che la certificherà e la inoltrerà al <strong>WIPO</strong>.</p>
<p>Una volta ricevuta la domanda, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale svolgerà un esame formale al seguito del quale il marchio viene iscritto nel registro internazionale e pubblicato nella <strong>Gazette of International Marks</strong> del <strong>WIPO</strong>. A questo punto, il <strong>WIPO</strong> invierà un certificato di registrazione internazionale e lo notificherà agli uffici per la proprietà intellettuale in tutti i territori in cui è stata effettuata la domanda di registrazione.</p>
<p>Da ultimo gli Uffici per la proprietà intellettuale dei territori in cui si desidera proteggere il marchio dovranno prendere una decisione entro il limite di tempo applicabile, e comunque non oltre i 18 mesi, in conformità con la loro legislazione. Una volta passato l’esame con esito positivo il <strong>WIPO</strong> provvederà a registrare le decisioni degli Uffici IP nel registro internazionale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.meplaw.net/wp-content/uploads/2019/07/Logo-mep-def.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.meplaw.net/author/meplaw/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">MepLaw</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.meplaw.net/marchi-internazionali-dal-2022-anche-negli-emirati-arabi/">Marchi internazionali: dal 2022 anche negli Emirati Arabi</a> proviene da <a href="https://www.meplaw.net">MEPLAW.NET International Law Firm</a>.</p>
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