LA FISCALITÀ DELLE VINCITE NEI GIOCHI D’AZZARDO
Regime generale
La fiscalità delle vincite derivanti da giochi e scommesse legalmente autorizzate in Italia è soggetta a un sistema di tassazione automatica alla fonte. In linea generale, il giocatore non deve effettuare ulteriori adempimenti fiscali né versare imposte aggiuntive, poiché il concessionario autorizzato opera come sostituto d’imposta, trattenendo direttamente le somme dovute e corrispondendo al vincitore l’importo già al netto della tassazione prevista.
Dal punto di vista giuridico, la fiscalità delle vincite da gioco rientra nella categoria dei redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, e sarebbero in linea di principio soggette a dichiarazione IRPEF. Tuttavia, per i giochi legalmente autorizzati in Italia, la normativa di settore prevede che l’imposta venga assolta direttamente dal concessionario alla fonte – attraverso meccanismi che variano a seconda del tipo di gioco – esonerando così il vincitore da qualsiasi obbligo dichiarativo.
Un’ulteriore eccezione riguarda le vincite ottenute presso case da gioco autorizzate in Italia o in altri Stati dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo: in questi casi, ai sensi dell’art. 69, comma 1-bis del TUIR, le somme vinte non concorrono affatto a formare il reddito imponibile.
Tassazione in base al tipo di gioco
La fiscalità delle vincite varia a seconda della tipologia di gioco e del sistema attraverso cui il premio viene erogato. In alcuni casi la tassazione è applicata direttamente alla fonte dal concessionario, mentre in altri il vincitore riceve l’intero importo senza ulteriori adempimenti fiscali.
Gratta e Vinci e SuperEnalotto
Per quanto riguarda giochi come Gratta e Vinci e SuperEnalotto, le vincite fino a 500 euro sono completamente esenti da imposte. Oltre questa soglia, si applica una trattenuta del 20%, ma solo sulla parte eccedente i 500 euro. Il prelievo viene effettuato automaticamente dal concessionario al momento del pagamento della vincita.
Lotto e 10eLotto
Diverso è invece il meccanismo previsto per Lotto e 10eLotto. In questi casi non esiste alcuna soglia di esenzione: la tassazione si applica sull’intero importo vinto. L’aliquota è pari all’8% per il Lotto e all’11% per il 10eLotto. Ciò significa, ad esempio, che una vincita di 1.000 euro al Lotto comporta un incasso netto di 920 euro.
Bingo, slot machine e casinò online
Nel caso di bingo, slot machine e casinò online autorizzati in Italia, il sistema funziona ancora diversamente. L’onere fiscale grava infatti sul concessionario, che versa direttamente le imposte all’erario sulla base del proprio margine di raccolta. Il giocatore, quindi, riceve la vincita integralmente e non deve effettuare ulteriori pagamenti fiscali.
Lotteria Italiana
Una disciplina particolarmente favorevole riguarda la Lotteria Italia: i premi sono totalmente esenti da tassazione, per cui l’importo annunciato coincide esattamente con la somma che il vincitore riscuote.
Programmi Televisivi
Anche i premi assegnati nei programmi televisivi meritano una distinzione.
Quando il premio viene corrisposto sotto forma di gettoni d’oro, come avviene in alcuni quiz televisivi, la tassazione risulta più complessa. Sul valore dell’oro si applica innanzitutto l’IVA al 22%, seguita da una ritenuta del 20% sull’importo residuo. A questo si aggiungono spesso costi di conversione e le oscillazioni del prezzo del metallo, che possono ridurre sensibilmente il valore effettivo del premio. Analogamente, anche i premi in natura – come automobili o altri beni – sono generalmente soggetti a imposizione fiscale calcolata sul valore attribuito al bene ricevuto.
Vincite ottenute tramite piattaforme non autorizzate o operatori con sede al di fuori dell’Unione Europea
Infine, le vincite ottenute tramite piattaforme non autorizzate o operatori con sede al di fuori dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo seguono una disciplina diversa rispetto ai giochi regolamentati italiani. In assenza di prelievo alla fonte, tali somme sono considerate “redditi diversi” ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR e devono essere dichiarate dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi. In questi casi si applicano le ordinarie aliquote IRPEF, attualmente pari al 23% fino a 28.000 euro di reddito, al 33% tra 28.000 e 50.000 euro e al 43% oltre tale soglia.
Conclusione
La fiscalità delle vincite da gioco in Italia è tutt’altro che uniforme: ogni tipologia di gioco segue regole proprie, con aliquote, soglie di esenzione e soggetti obbligati che variano sensibilmente. Il filo conduttore del sistema, per i giochi legalmente autorizzati, è tuttavia chiaro: il concessionario funge da sostituto d’imposta, il prelievo avviene alla fonte, e il vincitore non è tenuto ad alcun ulteriore adempimento fiscale.
Le complicazioni sorgono principalmente ai margini del sistema – piattaforme non autorizzate, operatori esteri fuori dall’area UE/SEE, premi in natura – dove l’obbligo dichiarativo ricade sul contribuente e la tassazione ordinaria IRPEF può risultare significativamente più onerosa. In un settore in continua evoluzione normativa, la prudenza suggerisce di verificare sempre l’autorizzazione ADM dell’operatore prima di giocare, e di conservare la documentazione relativa a qualsiasi vincita di importo rilevante.

- Posted by Guillermo Alvarez Alvarez
- On 3 Giugno 2026
